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La UEFA convoca riunione di emergenza contro il piano FIFA per la privatizzazione dei Mondiali

Reazione al piano FIFA

La UEFA ha indetto una riunione di emergenza per discutere il progetto della FIFA di privatizzare i Mondiali. L’incontro online, previsto per giovedì 30 luglio, coinvolgerà i vertici delle 55 federazioni europee, inclusa la Serie A. L’obiettivo è quello di coordinare le contromisure contro il piano della FIFA, che prevede la vendita del 20% di una nuova società commerciale per 4,2 miliardi di euro. Questa società gestirà i diritti televisivi, le sponsorizzazioni e i biglietti delle Coppe del Mondo per nazionali e club.

L’iniziativa della FIFA ha già generato una forte opposizione a livello globale. La Commissione Europea ha minacciato di avviare un’indagine Antitrust per verificare l’assenza di conflitti di interesse. Anche le associazioni europee e mondiali delle Leghe nazionali hanno espresso la loro condanna.

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Le critiche delle Leghe e l’ultimatum della FIFA

La European Leagues, in una nota sottoscritta anche dalla Serie A, dalla Premier League e dalla Liga spagnola, ha definito il progetto FIFA uno «sviluppo sconsiderato e divisivo per il calcio mondiale». Questa posizione evidenzia una preoccupazione diffusa riguardo alle potenziali implicazioni del piano sulla struttura e sull’integrità del calcio.

Nel frattempo, il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha inviato una comunicazione alle federazioni, stabilendo il 19 settembre come termine ultimo per accettare o rifiutare l’offerta di vendita del 20% del nuovo veicolo commerciale dei Mondiali. Infantino ha promesso una distribuzione di 20 milioni di euro a ciascuno dei 211 membri FIFA, qualora la proposta venisse approvata dalla maggioranza. La UEFA ha criticato questo ultimatum, affermando che «dice già molto se non tutto sul piano» e accusando la FIFA di voler «continuare a utilizzare il nostro sport per arricchire se stessa e i propri amici».

La difesa di Infantino e le prospettive future

Infantino ha difeso la proposta, denominata «Fifa forward enterprise, o Ffe», presentandola come «un’opportunità, non un obbligo». In un video, ha sottolineato che si tratta di una proposta che fa parte di un processo democratico e di consultazione. Ha ribadito che è un’occasione per dare una spinta decisiva allo sviluppo del calcio a livello globale, ma ha anche specificato che tutto è subordinato al voto democratico delle 211 federazioni affiliate alla FIFA e all’approvazione del Consiglio FIFA.

Secondo Infantino, l’idea è quella di sbloccare un «valore commerciale finora inesplorato» e che ciò richieda competenze aggiuntive e una visione più approfondita, distinta dalla gestione e dallo sviluppo dello sport. L’obiettivo è commercializzare e organizzare tutte le competizioni di proprietà della FIFA, insieme a sponsorizzazioni, trasmissioni TV, licenze e nuove iniziative, assicurando che il gioco non cambierebbe e che i tifosi sarebbero più contenti. La riunione straordinaria online dei 55 associati della UEFA si terrà giovedì 30 luglio per valutare le contromosse.

Source: corriere.it

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