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Mancini torna alla guida della nazionale, Ranieri direttore tecnico

Roberto Mancini è tornato alla guida della nazionale italiana, affiancato da Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico. La presentazione ha visto la partecipazione del presidente della Figc, Giovanni Malagò, che ha sottolineato il supporto del consiglio federale per la scelta di Mancini, nonostante alcune voci indicassero Antonio Conte come possibile alternativa per la Serie A.

Mancini ha espresso il suo rammarico per la sua precedente partenza dalla nazionale, avvenuta il 13 agosto 2023, definendola un errore. Ha dichiarato di voler riconquistare i tifosi attraverso il bel gioco, affermando: “Farò giocare bene l’Italia e i tifosi mi perdoneranno”. Il suo obiettivo principale è riportare l’Italia ai Mondiali, dopo tre mancate qualificazioni, e ricucire il rapporto con i sostenitori.

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Gli obiettivi del nuovo corso azzurro

Il nuovo contratto di Mancini si estende fino ai Mondiali del 2030. Il suo percorso inizierà con la Nations League a fine settembre, seguita dalle qualificazioni per Euro 2028 e successivamente per i Mondiali del 2030. Mancini ha espresso il desiderio di vincere uno o due trofei durante questo mandato e, se possibile, di continuare anche oltre il 2030. Ha ricordato il successo del 2021, quando l’Italia vinse un Europeo dopo 60 anni.

Claudio Ranieri, nel suo nuovo ruolo di direttore tecnico, ha posto l’accento sul lavoro da svolgere nei settori giovanili. Ha evidenziato come i successi nelle categorie giovanili siano spesso dovuti a un’attenzione tattica superiore rispetto ad altre nazioni europee, ma ha sottolineato la necessità di migliorare la tecnica individuale dei giovani calciatori. Secondo Ranieri, è fondamentale lavorare sulla tecnica di base e sulla crescita dei ragazzi, permettendo loro di esprimersi liberamente fino ai 12-14 anni prima di introdurre un inquadramento tattico più rigido.

Il ruolo dei giovani e la visione di Ranieri

Ranieri ha anche affrontato il tema dell’utilizzo dei giovani calciatori italiani nei club di Serie A. Si è augurato che tutte le componenti del calcio italiano collaborino per consentire un maggiore impiego di giocatori italiani, offrendo così più opzioni al commissario tecnico. Ha chiarito che non si tratta di imporre scelte agli allenatori, ma di creare un ambiente in cui i talenti italiani possano emergere e avere più opportunità di giocare a livello professionistico.

Il direttore tecnico ha fatto riferimento alle parole di Paolo Maldini riguardo ai dieci anni necessari per ristrutturare il calcio italiano. Ranieri ha interpretato le dichiarazioni di Maldini come un invito a lavorare sulla formazione di base dei giocatori, aiutandoli a sviluppare le loro capacità tecniche. Ha espresso l’intenzione di visionare il programma proposto da Maldini, se disponibile, per integrarlo nella sua visione. L’obiettivo è quello di far crescere i giovani talenti e di riportare l’Italia ai vertici del calcio mondiale.

Malagò ha rivelato di aver ricevuto messaggi di supporto dopo la firma di Mancini e Ranieri, tra cui quello dell’ex presidente Gravina e del portiere della nazionale Donnarumma. Quest’ultimo, capitano della squadra, ha espresso il suo apprezzamento per la scelta, affermando che era esattamente ciò che la squadra desiderava. Mancini ha concluso con un messaggio di ottimismo, ricordando come, nonostante le iniziali scetticismo, la nazionale abbia ottenuto risultati importanti nel suo precedente mandato.

Il nuovo corso della nazionale italiana, con Roberto Mancini come commissario tecnico e Claudio Ranieri come direttore tecnico, mira a riportare l’Italia ai Mondiali e a ristabilire un forte legame con i tifosi, puntando sullo sviluppo dei giovani talenti e sul bel gioco.

Source: ilfattoquotidiano.it

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