Il Milan ha subito una sconfitta per 2-0 contro il Benfica allo stadio San Siro nella prima giornata della fase a campionato di Europa League. La partita ha evidenziato problemi sia in fase difensiva che offensiva per la squadra rossonera, portando a fischi da parte del pubblico.
Il tecnico del Milan, Ruben Amorim, ha espresso preoccupazione dopo la partita, sottolineando la mancanza di organizzazione, qualità nel palleggio e comprensione dei momenti chiave del gioco. Ha evidenziato come la squadra perda la propria identità non appena si trova in svantaggio, e ha ribadito la necessità di lavorare per vincere le partite, riconoscendo che si è all’inizio di un percorso.
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La fase difensiva sotto esame
I problemi difensivi del Milan sono stati messi in luce dal Benfica, con la squadra che ha concesso ampi spazi agli avversari. Il primo gol è arrivato al 16′ con Dodi Lukébakio. Kaminski ha servito Lukébakio a sinistra, che si è accentrato e ha concluso a rete. In questa azione, Bartesaghi ha seguito l’attaccante belga senza contrastarlo efficacemente, facilitando la realizzazione del gol.
Il secondo gol del Benfica, segnato da Kaminski al 53′, ha ulteriormente evidenziato le lacune difensive. In questa occasione, i difensori rossoneri sono rimasti immobili, permettendo a Kaminski di calciare indisturbato. L’azione ha visto El Karouani servire Kaminski, che ha avuto il tempo di mirare e segnare nell’angolino. Gli errori individuali, come la mancata pressione di Jashari sul tiratore, si sono sommati a quelli di reparto, con la linea difensiva che è apparsa statica mentre gli avversari si muovevano.
In generale, il Milan ha subito sei gol nelle prime cinque partite stagionali, riuscendo a mantenere la porta inviolata solo in un’occasione, contro il Venezia. Questa statistica, secondo la filosofia di gioco di Amorim, non sarebbe di per sé un problema se la squadra riuscisse a segnare di più, ma la mancanza di una fase offensiva incisiva rende questi numeri preoccupanti.
Difficoltà in attacco e scelte tattiche
Oltre ai problemi difensivi, il Milan ha mostrato anche una fase offensiva poco convincente. La squadra ha faticato a generare occasioni importanti e, in alcuni casi, ha tentato di attaccare in modo disordinato, esponendosi a rischi. La filosofia di gioco di Amorim, orientata a un calcio offensivo e a viso aperto, richiede qualità che finora si sono viste solo parzialmente, in particolare contro il Torino e il Venezia.
Per la partita contro il Benfica, Amorim ha optato per un ampio turnover. Non erano presenti giocatori come Pulisic, Modric, Rabiot, Gila e Moreira. Hutchinson ha debuttato dal primo minuto al fianco di Cisse, e Jashari ha avuto un’opportunità, mentre in difesa è stato schierato Terracciano. Queste scelte, considerate da alcuni come esperimenti, hanno complicato una partita già difficile per i rossoneri.
Nel corso del primo tempo, il Milan non è riuscito a trovare un ritmo di gioco né a prendere l’iniziativa, apparendo spaesato e privo di personalità nell’undici titolare. Anche se Hutchinson ha provato qualche dribbling, la squadra ha mostrato una mancanza di punti di riferimento in campo. Verso la fine del primo tempo, ci sono stati alcuni tentativi rossoneri, ma senza creare pericoli significativi per la porta avversaria.
All’intervallo, i fischi di San Siro hanno segnalato il malcontento del pubblico. Amorim ha reagito nella ripresa richiamando Terracciano e Hutchinson per inserire Gila e Pulisic. Nonostante una reazione e un’occasione creata, la conclusione di De Winter è risultata imprecisa. Successivamente, sono stati inseriti anche Saelemaekers, Moreira e Rabiot, mentre Modric è rimasto in panchina. Pulisic ha impegnato il portiere avversario, Trubin, in poche occasioni, in particolare al 36′ con una parata in tuffo.
La sconfitta contro il Benfica segna la prima battuta d’arresto per il Milan sotto la guida di Amorim in Europa League. Il Benfica, per la prima volta nella sua storia, è riuscito a battere i rossoneri al Meazza.
Source: gazzetta.it




