“Se lo si vede in acqua non bisogna cercare di accarezzarlo perché può causare ferite profonde,” avverte il professor Cataldo Pierri, esperto di zoologia marina. Questa dichiarazione è particolarmente rilevante dopo il primo avvistamento del Pesce chirurgo di Monrovia (Acanthurus monroviae) nel Mar Adriatico il 2 giugno 2024.
Il Pesce chirurgo di Monrovia, noto per le sue caratteristiche uniche, può raggiungere una lunghezza massima di 48 centimetri e pesare fino a mezzo chilo. Questo pesce è facilmente riconoscibile grazie ai suoi due ‘bisturi’ affilati situati vicino alla coda, che possono infliggere ferite significative se non maneggiato con cautela.
La presenza di questa specie nel Mar Adriatico è considerata stabile, ma l’avvistamento rappresenta un evento significativo, poiché il pesce ha dimostrato la capacità di risalire il Mediterraneo e attraversare il Canale d’Otranto. Il professor Pierri spiega che “questi, che appartengono alla famiglia dei Pesci chirurgo, usano le due lamine poste ai due lati del corpo per difesa”.
Il Acanthurus monroviae è stato segnalato in uno studio pubblicato su Reabic, evidenziando l’importanza della ricerca scientifica nel monitorare la biodiversità marina. Nonostante la sua natura potenzialmente pericolosa, il pesce è anche commestibile, ma deve essere maneggiato con attenzione, anche da morto.
Il professor Pierri, che insegna all’Università di Bari, sottolinea l’importanza di educare il pubblico riguardo a questa specie. “È fondamentale che le persone siano consapevoli dei rischi associati a questo pesce e sappiano come comportarsi se lo avvistano in acqua,” afferma.
Con il cambiamento delle condizioni ambientali e l’aumento della temperatura dell’acqua, è possibile che altre specie marine seguano l’esempio del Pesce chirurgo di Monrovia e si spostino verso nord. Ciò potrebbe avere implicazioni significative per l’ecosistema marino del Mediterraneo.
In attesa di ulteriori ricerche e osservazioni, la comunità scientifica rimane vigile. Dettagli rimangono non confermati riguardo alla diffusione di questa specie nel Mar Adriatico, ma l’interesse per il pesce luna è sicuramente aumentato.