La Lombardia potrebbe riaprire le miniere di uranio, nonostante l’opposizione di associazioni locali e partiti politici. Questa decisione, attesa per il 2 maggio 2026, solleva interrogativi importanti sul futuro dell’energia nucleare in Italia.
L’uranio è fondamentale per il funzionamento delle centrali nucleari, e attualmente l’Italia si trova a dover considerare le proprie risorse interne per garantire l’indipendenza energetica. Il Kazakistan, ad esempio, produce il 43% dell’uranio mondiale, mentre in Italia il giacimento più significativo si trova a Novazza, in Lombardia.
Che cosa ha portato a questa nuova valutazione? Negli anni passati, la Metex aveva richiesto una concessione per estrarre uranio in Lombardia nel 2006, ma la domanda era stata rifiutata. Oggi, Zenith Energy ha presentato una richiesta di valutazione di impatto ambientale per esplorare la miniera di Novazza, un passo cruciale nella direzione della riapertura.
Le stime storiche indicano che il giacimento di Novazza potrebbe contenere circa 1.000 tonnellate di uranio metallico, mentre quello di Val Vedello potrebbe avere circa 6.000 tonnellate di ossido di uranio. Questo rappresenta una risorsa significativa per l’Italia, che cerca vie per la decarbonizzazione e la sovranità energetica.
Emmanuel Macron ha affermato che “il nucleare è fondamentale per conciliare al tempo stesso l’indipendenza, e dunque la sovranità energetica, con la decarbonizzazione.” Le parole del presidente francese evidenziano un dibattito più ampio sull’energia nucleare in Europa e il suo ruolo nel futuro energetico.
Tuttavia, non tutti sono d’accordo con questa direzione. Le associazioni locali esprimono preoccupazioni riguardo ai potenziali rischi ambientali e alla salute pubblica legati all’estrazione dell’uranio. La questione della valutazione di impatto ambientale sarà cruciale nei prossimi mesi.
In sintesi, mentre la Lombardia si prepara a prendere decisioni cruciali sulla riapertura delle miniere di uranio, il dibattito prosegue. Le prossime mosse della regione saranno osservate con attenzione da tutti gli attori coinvolti.