La caccia ai segnali Starlink in Iran ha trasformato la connettività in un atto di resistenza civile, con gravi conseguenze per chi viene scoperto. Il regime iraniano ha equiparato l’uso di dispositivi satellitari non autorizzati all’alto tradimento, rendendo pericoloso l’accesso a informazioni libere.
Recentemente, il regime ha intensificato questa persecuzione. La cattura dei segnali Starlink è diventata un’ossessione. Le autorità iraniane hanno già condotto operazioni contro i cittadini sospettati di utilizzare questi dispositivi, portando a violenze e arresti. Hesam Alaeddin, un attivista che ha chiesto la restituzione dei suoi dispositivi elettronici, è stato barbaramente picchiato e ucciso dalle forze di sicurezza.
Questa situazione si inserisce in un contesto più ampio. Tra il 2024 e il 2025, circa 1.500 esecuzioni hanno avuto luogo in Iran, evidenziando una repressione sistematica contro chi cerca di esercitare il diritto all’informazione. Il confine tra libertà di informazione e repressione è diventato sempre più sfocato.
Fatti chiave:
- L’uso di dispositivi satellitari non autorizzati è stato ufficialmente equiparato all’alto tradimento in Iran.
- 171 satelliti Starlink sono rientrati in atmosfera al 28 aprile 2026, rilasciando oltre 5 tonnellate di ossido di alluminio.
- Ogni satellite Starlink che si disintegra rilascia circa 30 kg di ossido di alluminio nell’alta atmosfera.
Francia e Spagna stanno cercando di riservare una quota dello spettro radio satellitare alle aziende europee per escludere Starlink. Questa manovra riflette preoccupazioni più ampie sulla sovranità digitale e sul controllo delle informazioni. Ma perché è così cruciale? In un mondo sempre più interconnesso, il controllo delle tecnologie satellitari può determinare chi ha accesso alle informazioni e chi no.
La reazione della comunità internazionale è stata mista. Alcuni attivisti chiedono sanzioni più severe contro il regime iraniano per le violazioni dei diritti umani. Altri sottolineano la necessità di sostenere iniziative come Starlink per garantire che le persone possano comunicare liberamente e accedere a informazioni non censurate.
Hesam Alaeddin non è l’unico a pagare il prezzo della libertà d’informazione in Iran. La sua sepoltura è avvenuta in segreto, sotto la vigilanza dei guardiani della rivoluzione. Questo episodio rappresenta solo uno dei tanti volti della repressione che caratterizza l’attuale regime iraniano.