La finale dei Mondiali 2026: uno scontro tra stili diversi
La finale dei Mondiali maschili di calcio del 2026 vedrà affrontarsi Argentina e Spagna al MetLife Stadium, vicino a New York. Questo incontro segna un momento storico, poiché è la prima volta che le squadre campioni in carica di Sudamerica e Europa si contendono il titolo mondiale. Sebbene entrambe le nazionali condividano la stessa lingua, i loro approcci al gioco sono profondamente differenti, riflettendo cicli calcistici e reputazioni diverse.
L’Argentina, vincitrice degli ultimi Mondiali e delle ultime due edizioni della Copa América, si presenta come il miglior attacco del torneo, avendo segnato 19 gol in 7 partite. La Spagna, campione europea in carica, vanta invece la migliore difesa, avendo subito un solo gol nello stesso numero di incontri. Questa dicotomia è evidente anche nei dati sui gol attesi (xG): l’Argentina ha il secondo valore più alto del torneo (14,37), mentre la Spagna ha concesso alle avversarie il valore più basso (2,1).
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Percorsi e strategie a confronto
Il cammino dell’Argentina verso la finale è stato caratterizzato da partite combattute, spesso decise nei minuti finali grazie alla determinazione dei suoi giocatori e alle giocate del capitano Lionel Messi. La squadra ha affrontato avversari come Capo Verde, Egitto e Svizzera nelle fasi a eliminazione diretta, subendo gol e giocando due volte i supplementari. La semifinale vinta 2-1 contro l’Inghilterra è stata la prima vera prova contro una squadra di alto livello.
La Spagna, al contrario, ha affrontato un percorso più impegnativo, giocando solo contro squadre europee nella fase a eliminazione diretta: Austria, Portogallo, Belgio e Francia. Nonostante alcune vittorie all’ultimo minuto, la Spagna ha sempre mantenuto il controllo del gioco, mostrando un calcio corale e organizzato, che le ha permesso di vincere gli Europei nel 2024. Questo stile di gioco si basa sul possesso palla, sul controllo del ritmo e su un pressing costante.
I centrocampisti delle due squadre incarnano queste differenze. Lo spagnolo Rodri ha toccato la palla 794 volte e completato 655 passaggi, un record dal 1966, e ha recuperato il pallone 34 volte in 7 partite. L’Argentina, pur avendo giocatori di grandi qualità tecniche, punta sull’aggressività e sulla fisicità, commettendo 87 falli in questi Mondiali, con il centrocampista Alexis Mac Allister tra i protagonisti nei duelli vinti (33).
Dinamiche offensive e difensive
La Spagna preferisce attaccare sulle fasce, con continui scambi di posizione tra i giocatori, inclusi i terzini che spesso superano gli attaccanti. Questo approccio collettivo permette ai suoi calciatori di rendere al meglio, come dimostra la sua difesa, composta da giocatori provenienti da squadre diverse, ma che si integrano perfettamente nel sistema di gioco.
L’Argentina, invece, predilige un attacco più diretto e centrale, utilizzando passaggi filtranti più di qualsiasi altra squadra. Gran parte del gioco offensivo passa per Lionel Messi, che ha segnato 8 gol, fornito 4 assist e creato un terzo di tutte le occasioni da gol della squadra. Sebbene l’Argentina abbia avuto otto marcatori diversi, Messi rimane il fulcro, con i movimenti dei compagni spesso finalizzati a creare spazio per lui.
Entrambe le squadre mostrano una notevole precisione nei passaggi, avendo completato il 91% dei passaggi tentati dopo 7 partite, un dato superiore a qualsiasi altra squadra del torneo. La Spagna, grazie al suo stile di gioco e alla solidità difensiva, sembra avere maggiori possibilità di vittoria, puntando al suo secondo Mondiale dopo quello del 2010. L’Argentina, con Messi e una serie di eventi che hanno rafforzato la fiducia, mira alla sua quarta stella, che porterebbe Messi a vincere due Mondiali consecutivi, un’impresa che non si verifica da 60 anni.
Tra gli utenti social italiani, il 55% tifa per l’Argentina, mentre il 45% sostiene la Spagna, secondo un rapporto di Spin Factor basato sulle interazioni tra il 16 e il 19 luglio.


Source: adnkronos.com




