Mondiali 2026, Argentina-Inghilterra: le polemiche arbitrali e la storica rivalità accendono la semifinale

Mondiali 2026, Argentina-Inghilterra: le polemiche arbitrali e la storica rivalità accendono la semifinale

La semifinale dei Mondiali 2026 tra Argentina e Inghilterra ad Atlanta è preceduta da un clima di tensione, alimentato da sospetti di favoritismi arbitrali verso la nazionale sudamericana e da un forte richiamo a rivalità storiche. Le accuse di decisioni arbitrali controverse hanno generato il soprannome “VARgentina” sui social media, con numerosi messaggi che suggeriscono un torneo già predeterminato.

Le polemiche si sono intensificate dopo l’episodio nei quarti di finale contro la Svizzera. Sul punteggio di 1-1, Embolo è stato espulso per doppia ammonizione dopo un intervento del VAR. L’arbitro aveva inizialmente ammonito Paredes, ma il VAR ha richiamato l’attenzione per un errore di identificazione, portando alla revoca dell’ammonizione per Paredes e all’espulsione di Embolo per simulazione, essendo già ammonito. Questa decisione, sebbene conforme a una nuova interpretazione regolamentare introdotta prima del torneo, è stata fortemente contestata dal commissario tecnico svizzero Yakin, che l’ha definita “inaccettabile”. Il capitano Xhaka ha espresso preoccupazione che tale regola possa “uccidere una partita”, mentre Freuler ha descritto la gestione dell’episodio come “un disastro”.

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Controversie arbitrali e reazioni

I sospetti di favoritismi arbitrali non sono nuovi in questo torneo. Già nella fase a gironi, l’Algeria aveva presentato un reclamo alla FIFA dopo la sconfitta contro l’Argentina, contestando il mancato cartellino rosso per Messi a seguito di un intervento sul capitano Mandi. L’episodio non fu considerato da espulsione, e Messi, rimasto in campo, ha poi segnato una tripletta. Successivamente, ogni decisione favorevole all’Argentina è stata osservata con crescente scetticismo.

La tensione è ulteriormente aumentata negli ottavi di finale contro l’Egitto. Gli africani hanno contestato un gol annullato dal VAR, un rigore non concesso e diverse decisioni dell’arbitro Letexier. Il commissario tecnico egiziano Hassan ha espresso la sua rabbia, chiedendosi pubblicamente se ci fosse l’intenzione di “tenere Messi in corsa”. L’attaccante Ziko ha dichiarato che “la Coppa è già destinata all’Argentina“.

Di fronte a queste accuse, il presidente della Commissione arbitrale della FIFA, Pierluigi Collina, è intervenuto pubblicamente per respingere ogni insinuazione, affermando che gli ufficiali di gara operano in autonomia e che “le accuse infondate non hanno posto nel calcio”. Tuttavia, queste dichiarazioni non sono state sufficienti a placare il dibattito. Christina Unkel, ex arbitro FIFA e analista arbitrale per l’emittente britannica ITV, ha osservato che “la fiducia dei tifosi è completamente crollata”, evidenziando un livello di polemiche senza precedenti nei grandi tornei.

Un sito web, argentinaout.com, è persino apparso, invitando gli utenti a firmare una petizione per chiedere l’esclusione dell’Albiceleste dal torneo. Nonostante la piattaforma non offra garanzie sulla trasparenza e la raccolta firme non abbia valore legale, oltre 6 milioni di utenti hanno aderito, rendendo l’iniziativa un simbolo del clima attuale. Simili accuse erano già emerse dopo il Qatar 2022, alimentate dalle dichiarazioni dell’allora CT dell’Olanda, Van Gaal, che aveva parlato di una partita “premeditata” nei quarti di finale.

Rivalità storica e stili di gioco

Oltre alle polemiche arbitrali, la sfida tra Argentina e Inghilterra rievoca anche una profonda rivalità storica, in particolare legata al conflitto delle Malvine-Falkland del 1982. Sebbene per i calciatori la globalizzazione abbia standardizzato comportamenti, per le tifoserie questa partita è un “detonatore emotivo”, riaccendendo rabbia e risentimenti. I canti degli ultras argentini continuano a evocare i “pibes de Malvinas”, mentre i tifosi inglesi rispondono con cori nazionalistici.

L’Argentina di Lionel Scaloni affronta la semifinale con il peso di essere i campioni in carica e di rappresentare un paese in crisi sociale ed economica, dove il calcio è un ammortizzatore sociale. La squadra, guidata da Lionel Messi, mostra una ferocia agonistica e una capacità di soffrire che sconfina nel misticismo, nonostante abbia subito cinque gol nelle ultime tre partite. La leadership di Messi è ora quella di un patriarca che guida una transizione generazionale, con giovani che non erano ancora nati nel 1982 ma che percepiscono la sconfitta come un lutto nazionale.

Dall’altra parte, l’Inghilterra, sotto la guida pragmatica di Thomas Tuchel, ha trasformato il suo approccio al calcio, diventando una squadra cinica e metodica. La squadra, con Kane e Bellingham come figure chiave, riflette una Gran Bretagna multiculturale e slegata dai complessi del passato imperiale. Gli inglesi hanno mostrato una solida tenuta mentale, subendo appena sei reti in tutto il torneo, la metà di quelle segnate da Kane e Bellingham.

Il contrasto stilistico in campo sarà evidente: l’ordine contro l’improvvisazione, la pianificazione contro l’estasi. Tuchel cercherà di rallentare il gioco e togliere ossigeno alle linee di passaggio argentine, sapendo che l’Albiceleste si nutre del caos. Scaloni punterà sull’impatto emotivo e sulla verticalizzazione improvvisa per spezzare il ritmo britannico. Anche se giocatori come Alexis Mac Allister affronteranno ex compagni di squadra del Liverpool, la partita di questa sera non risolverà torti storici o crisi economiche.

La semifinale tra Argentina e Inghilterra si giocherà oggi.

Source: ilfattoquotidiano.it

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