La Procura di Milano ha richiesto l’archiviazione per l’indagine che vedeva coinvolti Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri dei campionati maschili di Serie A e Serie B, e l’Inter. L’indagine riguardava l’accusa di frode sportiva, con l’ipotesi che Rocchi avesse influenzato le designazioni arbitrali in alcune partite per favorire l’Inter.
L’accusa specifica per Rocchi era di aver indirizzato la designazione arbitrale di tre partite nel 2025 e di una nel 2026 in modo da assecondare le preferenze dell’Inter. Il reato di frode sportiva punisce chi tenta di alterare il risultato di una competizione sportiva attraverso atti illegali o fraudolenti.
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Dettagli dell’indagine e richiesta di archiviazione
Secondo quanto emerso dopo due anni di indagini, i magistrati avrebbero riscontrato singoli episodi di interferenza. Tuttavia, questi episodi non sarebbero stati ritenuti sufficienti per dimostrare in tribunale l’esistenza di un «sistema strutturato», ovvero un gruppo di persone che agiva con l’obiettivo di interferire sulle nomine arbitrali.
L’indagine aveva preso il via il 25 aprile, quando Maurizio Ascione, pubblico ministero della Procura di Milano, aveva inviato un invito a comparire a Gianluca Rocchi. Si parlava di presunte «bussate» alla sala VAR di Lissone e di attività di «schermare» o «combinare» da parte di Rocchi le designazioni di «arbitri graditi all’Inter».
Anche l’Inter era stata indagata, in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Tuttavia, una volta esclusa l’ipotesi di reato di frode sportiva per Rocchi, l’accusa a carico della società è venuta meno, portando anch’essa alla richiesta di archiviazione.
Prossimi passi e filoni d’indagine aperti
La richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Milano dovrà ora essere valutata dal giudice per le indagini preliminari. Quest’ultimo avrà la facoltà di decidere se accogliere o respingere la richiesta.
Nonostante la richiesta di archiviazione per l’accusa principale, un filone d’indagine rimane aperto. Questo riguarda l’accusa a Rocchi di aver influenzato una decisione presa con il VAR durante la partita Udinese-Parma del 1° marzo 2025. Il VAR è il sistema che consente all’arbitro di correggere una decisione errata con l’assistenza di un altro arbitro in una sala video.
Gli atti relativi a questo specifico filone sono stati trasmessi alla Procura di Monza. Inoltre, sono stati inviati anche alla Procura Federale della FIGC e alla Procura dello Sport del CONI. Questi organi potrebbero valutare l’applicazione di sanzioni disciplinari sportive in relazione a tale episodio.
L’indagine su Rocchi aveva generato notevole clamore, poiché la sua presentazione iniziale suggeriva la possibile esistenza di un sistema più ampio di condizionamenti nelle designazioni arbitrali e nelle decisioni di campo prese con il VAR, un sistema spesso oggetto di dibattiti e contestazioni in Italia. Tuttavia, questa ipotesi è stata ora accantonata, poiché gli inquirenti ritengono che gli elementi raccolti finora non siano sufficienti per dimostrare il reato di frode sportiva in un processo.
La decisione finale sulla richiesta di archiviazione spetta al giudice per le indagini preliminari.
Source: ilfattoquotidiano.it




