A Rabat, in Marocco, si è concluso un vertice che ha confermato Gianni Infantino alla presidenza della FIFA. Nonostante le pressioni e le ammissioni di errori amministrativi, il dirigente svizzero ha ricevuto la fiducia formale dai vertici del calcio internazionale. La conferma arriva dopo un periodo di contestazioni legate al progetto FIFA Forward Enterprise (FFE).
Il progetto FFE prevedeva la creazione di una società per gestire i diritti commerciali e operativi dei tornei FIFA, inclusi i Mondiali. L’intenzione era cedere una quota del 20% a investitori privati per un valore di diversi miliardi di dollari. Questa iniziativa, condotta senza una preventiva condivisione con le federazioni e gli organi direttivi, ha generato una reazione negativa a livello globale.
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Le reazioni al progetto FIFA Forward Enterprise
Diverse confederazioni, tra cui la UEFA, la CONCACAF e la Asian Football Confederation (AFC), hanno respinto la proposta. La UEFA, in particolare, ha considerato il boicottaggio delle competizioni FIFA se il progetto fosse proseguito. Anche all’interno della FIFA, ci sono state spaccature.
Arsène Wenger ha definito l’abbandono del piano come “assolutamente necessario”, mentre il Segretario Generale Mattias Grafström ha descritto la vicenda come una parentesi “triste e riprovevole”. Carlos Cordeiro, consigliere strategico di Infantino, ha rassegnato le dimissioni, evidenziando il rischio di “ipotecare il futuro del calcio”.
Il principe Ali bin Al Hussein, ex vicepresidente della FIFA, ha accusato Gianni Infantino e i vertici della federazione di aver esercitato pressioni. Secondo il principe giordano, i premi economici destinati alla Giordania sarebbero stati usati come strumento di ricatto politico. La Federazione calcistica giordana, presieduta dal principe Ali, non avrebbe ancora ricevuto il premio per il secondo posto nella Coppa Araba FIFA, disputata lo scorso dicembre in Qatar e persa contro il Marocco.
Il principe Ali ha dichiarato che gli sarebbe stato fatto capire che un appoggio a Infantino per la sua ricandidatura avrebbe “contribuito notevolmente ad aiutare la nostra federazione calcistica”. Ha definito questa situazione una forma di ricatto, affermando che la Giordania non ha sostenuto Infantino in passato e non lo farà ora. Secondo i media giordani, alla nazionale finalista della Coppa Araba spettavano circa 4,2 milioni di dollari, che non sarebbero stati versati.
Il summit di Rabat e le accuse
Di fronte al rischio di isolamento politico, Infantino ha convocato d’urgenza il Consiglio direttivo e la dirigenza presso la sede africana della FIFA a Rabat. Durante l’incontro, la FIFA ha ammesso gravi lacune nel metodo e nella gestione dell’operazione, riconoscendo che la proposta aveva generato un senso di esclusione tra i membri del Consiglio e le federazioni affiliate.
La risoluzione del vertice ha confermato il “pieno sostegno” a Infantino da parte del Segretario Generale e dei membri del Management Board. In cambio, Infantino ha promesso il suo sostegno all’amministrazione per ripristinare l’equilibrio interno. Nonostante la conferma della presidenza, la vicenda evidenzia i limiti dell’autonomia presidenziale di fronte alla forza dei blocchi continentali.
Le dichiarazioni del principe Ali giungono in un momento delicato per Gianni Infantino, al centro di contestazioni dopo il fallimento del progetto di vendita di quote dei futuri ricavi dei Mondiali a investitori privati. Questo piano avrebbe garantito un pagamento di 20 milioni di dollari a ciascuna delle 211 federazioni affiliate alla FIFA, a condizione che fosse approvato entro la scadenza prevista. La proposta è naufragata, causando una spaccatura nel calcio mondiale.
La UEFA starebbe considerando un candidato alternativo per le elezioni presidenziali e ha valutato il boicottaggio di eventi FIFA. Anche il Galles ha ufficialmente dichiarato di non sostenere Infantino. I vertici della Concacaf e della Confederazione calcistica asiatica hanno espresso perplessità sulla leadership di Infantino. Le candidature per la presidenza della FIFA dovranno essere presentate entro il 18 novembre, mentre le elezioni si terranno il 18 marzo a Rabat.


Con 211 federazioni chiamate al voto, il sostegno dell’Asia potrebbe essere cruciale per il futuro dell’attuale presidente. Il principe Ali ha ribadito che la Giordania è orgogliosa di sostenere i valori etici e non intende cedere a ricatti.
Le elezioni per la presidenza della FIFA si terranno il 18 marzo a Rabat.
Source: rainews.it




