Il progetto della FIFA di coinvolgere investitori privati sta generando una forte opposizione nel mondo del calcio. La proposta, che prevede la creazione di una nuova società sussidiaria denominata FIFA Forward Enterprise (FFE) per attrarre capitali esterni, ha suscitato reazioni negative da parte della UEFA, di diverse federazioni nazionali e di figure politiche.
Secondo il piano, la FFE avrebbe un valore di 20 miliardi di dollari e si occuperebbe della vendita dei diritti legati alla FIFA, inclusi sponsorizzazioni, biglietti e diritti televisivi, oltre alla gestione operativa di tornei come i Mondiali. L’obiettivo è raccogliere 4,2 miliardi di dollari entro la fine dell’anno, con investitori che acquisirebbero quote di minoranza.
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Le reazioni e le preoccupazioni
La UEFA ha espresso una forte contrarietà al progetto, definendolo un tentativo della FIFA di arricchire sé stessa e i suoi collaboratori. Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha dichiarato il sostegno della federazione italiana alla posizione della UEFA, sottolineando un clima di totale conflittualità tra le due organizzazioni. Anche la Football Association inglese si è detta profondamente preoccupata per il piano.
Tra le principali critiche vi è la scarsa trasparenza del progetto. La CONCACAF, la confederazione calcistica del Nord e Centro America, ha manifestato preoccupazione per aver appreso i dettagli del piano solo tramite i media. Il presidente della Liga spagnola, Javier Tebas, ha criticato Gianni Infantino, affermando che le competizioni e i diritti commerciali della FIFA non sono proprietà personale del presidente.
Il progetto prevede che la FIFA collabori con JP Morgan per la sua realizzazione, e tra i potenziali investitori figura Thrive Eternal. La FIFA ha specificato che gli investitori privati deterranno solo una quota di minoranza e che la federazione manterrà il pieno controllo sulla gestione del calcio e delle competizioni.
Il contesto e le implicazioni
La Commissione Europea ha dichiarato di monitorare costantemente il funzionamento dei mercati nell’UE per individuare eventuali violazioni della concorrenza, affermando che le organizzazioni sportive, quando operano come imprese, sono soggette alle norme sulla concorrenza. Anche il primo ministro britannico Andy Burnham ha criticato il piano, sostenendo che il calcio appartiene ai tifosi e non agli investitori.
La FIFA ha inviato una lettera alle federazioni nazionali offrendo un finanziamento a ciascuna per sostenere il piano, a condizione che l’adesione avvenga entro il 19 settembre. Questa offerta è stata vista come un forte incentivo per molte delle oltre 200 federazioni affiliate. La proposta dovrà essere approvata dalla maggioranza delle federazioni nazionali e dai 37 membri del Consiglio della FIFA.
Non è la prima volta che Infantino cerca di attrarre capitali privati nella FIFA. Nel 2019, un piano per un investimento privato di 25 miliardi di dollari in una Coppa del Mondo per club, sostenuto da SoftBank e dal fondo sovrano Pif dell’Arabia Saudita, non andò avanti. La questione del ruolo di amministratore delegato della nuova società a Gianni Infantino non è mai stata discussa, secondo un portavoce della FIFA.
La UEFA ha accusato la FIFA di aver posto un ultimatum alle federazioni, affermando che se non appoggeranno le proposte, l’offerta di un pagamento una tantum verrà ritirata. Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha ricevuto una serie di documenti sul progetto e ha partecipato a una videoconferenza con il presidente Ceferin, il quale ha espresso un’opinione contraria.
Il progetto della FIFA è stato rivelato dal Financial Times e dal Times, portando la federazione internazionale a confermare l’intenzione di creare la nuova società e il ruolo di Kushner. La decisione finale spetterà alle 211 federazioni affiliate e al Consiglio della FIFA.
Source: gazzetta.it




