Novak Djokovic ha riconosciuto la superiorità di Jannik Sinner dopo la sconfitta in semifinale a Wimbledon, affermando che l’italiano era “almeno un livello sopra di me. Se non due”. La partita, conclusasi con un triplo 6-4 sul Campo Centrale, ha segnato un momento significativo, con Djokovic che ha ammesso di non aver potuto fare molto contro la prestazione dominante di Sinner.
Il tennista serbo, che ha compiuto 39 anni, ha dichiarato di essere stato “almeno mezzo passo più lento, praticamente su ogni tiro”, sottolineando la superiorità del suo avversario. A differenza dell’anno precedente, quando un infortunio aveva condizionato la sua prestazione nei quarti di finale sull’erba londinese, Djokovic ha precisato di essere stato fisicamente in buone condizioni quest’anno, anche se forse non fresco come all’inizio del torneo. Ha elogiato Sinner, definendolo “decisamente il miglior giocatore in campo” e “dominante”, e ha concluso con un complimento.
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Le riflessioni di Djokovic sul futuro
Nonostante la sconfitta, Novak Djokovic ha espresso il desiderio di tornare a Wimbledon anche l’anno prossimo, anche all’età di 40 anni, affermando che non è stata la sua ultima apparizione nel torneo. Ha menzionato il suo obiettivo di tornare “almeno un’ultima volta”. Le sue riflessioni si concentrano sulla valutazione del suo attuale livello di gioco, che gli ha permesso di raggiungere le fasi finali degli Slam, ma non di conquistare il suo 25° titolo.
Djokovic ha ricordato i suoi risultati recenti, tra cui le semifinali in tutti e quattro gli Slam l’anno precedente, la finale in Australia e la semifinale a Wimbledon quest’anno. Ha riconosciuto che per la maggior parte dei giocatori questi sarebbero considerati grandi risultati, ma ha ammesso di essere abituato a vincere. Ha dichiarato di dover fare i conti con se stesso e con la sua capacità di competere al massimo livello, pur credendo di poter ancora affrontare chiunque quando è in forma.
La sconfitta in semifinale contro il numero uno del mondo ha lasciato un “amaro in bocca” a Djokovic, che ha sottolineato le sue elevate aspettative. Ha espresso la volontà di “voltare pagina” e vedere cosa riserverà il futuro, mantenendo aperta la possibilità di continuare a competere ai massimi livelli.
Il successo di Sinner e il tennis italiano
La vittoria di Jannik Sinner su Novak Djokovic ha rappresentato un “passaggio di testimone simbolico e ormai definitivo” nel tennis. La prestazione di Sinner è stata descritta come “inesorabile” e “senza difetti”, troppo forte e giovane per il suo avversario. Il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, ha commentato la vittoria di Sinner a SuperTennis, affermando che “quando entra in campo questo Jannik sembra di vedere un altro sport”.
Binaghi ha evidenziato la “qualità e la quantità di giocatori di alto livello” che permettono all’Italia di essere protagonista nei più grandi tornei del mondo. Ha menzionato anche altri tennisti italiani che hanno brillato a Wimbledon, tra cui il debutto vittorioso in uno Slam di Tyra Grant, la ritrovata protagonista Jasmine Paolini, Flavio Cobolli che ha raggiunto il suo secondo quarto di finale Slam consecutivo e il terzo in carriera, e il ritorno di Matteo Berrettini. Binaghi ha sottolineato che Berrettini ha confermato il suo amore per la superficie e le sue grandi prospettive per il tennis italiano e la squadra di Coppa Davis, che a Bologna dovrà difendere il titolo mondiale per la terza volta.
Il presidente della Federazione ha descritto l’attuale generazione di tennisti italiani come “irripetibile”, sia in campo che fuori. Ha spiegato che la crescita del tennis italiano non è un exploit casuale, ma una “crescita graduale” che la rende più forte e offre maggiori prospettive, suggerendo una “conquista strutturale”. Ha espresso la speranza che il tennis italiano possa mantenere un livello altissimo per un periodo ancora più lungo, un livello a cui non era abituato nella sua storia. La semifinale di Wimbledon ha visto Sinner trionfare con un punteggio di 6-4, 6-4, 6-4.


La visione strategica della Federazione Italiana Tennis e Padel
Angelo Binaghi ha illustrato i passaggi chiave che hanno portato il tennis italiano a diventare un punto di riferimento mondiale. Il primo passo, secondo Binaghi, è stato “avere coraggio di cacciare i mercanti dal tempio e diventare la casa di tutti”. Questo principio è stato applicato anche all’Istituto Superiore di Formazione, che è diventato più inclusivo e un laboratorio di idee e proposte continue, rappresentando uno degli obiettivi più importanti della Federazione.
Il secondo elemento cruciale è stata la creazione di SuperTennis, definita una “grande piazza” dove milioni di appassionati si ritrovano ogni giorno. Binaghi ha sottolineato come SuperTennis sia un punto di riferimento costante che contribuisce a far crescere la passione per lo sport.
Il terzo pilastro della strategia è la gestione dei grandi eventi sportivi. Questi eventi, da un lato, sono diventati una “grande cassa di risonanza” per il tennis italiano e i suoi giocatori. Dall’altro, generano risorse che permettono alle società sportive di tennis virtuose di non pagare più tasse, rendendo il tennis più economico e accessibile.
Gli investimenti in SuperTennis e le iniziative per incentivare la pratica del tennis nelle scuole sono volti a rendere lo sport sempre più popolare. Binaghi ha ribadito l’impegno a trasferire il benessere creato dalle grandi manifestazioni a tutte le categorie della Federazione, con l’obiettivo di ridurre i costi e aumentare il numero di praticanti. Ha concluso affermando che la Federazione sta riuscendo in questo intento e che è fondamentale continuare su questa strada.


Il 10 luglio 2026, Jannik Sinner ha sconfitto Novak Djokovic in semifinale a Wimbledon.
Source: gazzetta.it




