Gianmarco Tamberi, noto come “Gimbo”, ha completato il suo palmarès, non avendo più caselle da spuntare. Il campione, descritto come un “animale da gara”, ha superato ostacoli che sembravano insormontabili, ribaltando spesso i pronostici.
La sua carriera è stata segnata non solo da record e medaglie, ma anche dalla capacità di riscattarsi in momenti difficili. Tamberi, capitano della spedizione azzurra, ha dimostrato la sua determinazione anche quando le aspettative non erano a suo favore, traendo forza dal calore del pubblico.
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Le recenti vittorie e i progetti futuri
Dopo la vittoria a Budapest, Tamberi ha espresso la sua soddisfazione, affermando di aver dimostrato il suo valore. Ha menzionato il titolo europeo e il risultato di 2.37, eguagliando il suo record personale degli ultimi dieci anni, a soli due centimetri dal suo record italiano. Questo risultato gli ha dato fiducia, confermando che il suo progetto non è “folle” e che la sua “fame” non diminuirà.
L’atleta ha anche aggiunto i Giochi del Mediterraneo e l’Ultimate Championship alla sua lista di successi. Riguardo alla possibilità di essere considerato il più grande atleta azzurro di sempre, Tamberi ha suggerito di parlarne a fine carriera, sottolineando di aver chiuso il cerchio a Budapest vincendo i Mondiali 2023.
Per quanto riguarda i suoi programmi futuri, Tamberi ha in programma una vacanza con Chiara, ancora da organizzare. A più lungo termine, prevede una pausa dagli allenamenti intensivi, pur sapendo che tornerà a muoversi dopo circa una settimana, ma con un’intensità controllata.
Riflessioni sulla carriera e sui giovani talenti
Tamberi ha escluso la partecipazione alle gare indoor del 2027, considerando che la prossima stagione, con i Mondiali di Pechino a metà settembre, sarà molto lunga. La stagione successiva, con i Giochi di Los Angeles 2028 a luglio, non permetterà lunghe interruzioni, rendendo necessaria una gestione razionale.
Ha anche commentato le prestazioni di altri atleti, come Marcell Jacobs, affermando che Jacobs ha dimostrato di non essere “finito” e che, senza infortuni, avrebbe corso i 100 metri sotto i 9”90. Tamberi ha sottolineato che gli atleti non sono macchine e devono comprendere la natura dei loro problemi.
Riguardo a Larissa Iapichino, Tamberi ha espresso ammirazione per la sua maturità da campionessa, nonostante la sua età. Ha evidenziato il suo salto di qualità e la grande continuità dimostrata quest’anno, vedendo in lei un futuro promettente. L’entusiasmo dei giovani atleti lo contagia e lo fa sentire “un ragazzino”, e ha menzionato Sandi Morris, che ha vinto l’asta a 34 anni, come lui.
L’Ultimate Championship, pur non avendo un medagliere ufficiale, ha visto l’Italia ottenere un prestigioso secondo posto virtuale dietro agli Stati Uniti, che hanno conquistato 10 ori, 7 argenti e 10 bronzi virtuali. Tamberi e Iapichino sono stati i trionfatori nell’alto e nel lungo, rispettivamente. La rassegna si è conclusa con una festa al “Club Ultimate” sull’A38, un battello sul Danubio, dove Noah Lyles ha chiamato sul palco tutti i vincitori, compreso Tamberi che ha celebrato il suo 2.37.
Source: gazzetta.it




