Un uomo di 33 anni è stato aggredito a Milano il 29 aprile 2026 mentre strappava manifesti dedicati a Sergio Ramelli, nel giorno del suo anniversario di morte. L’aggressione è avvenuta in via Amedeo e ha portato l’uomo a riportare ferite lievi, tanto da necessitare un trasporto all’ospedale Città Studi.
L’episodio solleva interrogativi sulla crescente violenza politica in Italia e sul clima di commemorazione che circonda figure come Ramelli. Ma chi era Sergio Ramelli? Un militante del Fronte della Gioventù, ucciso nel 1975 da attivisti di Avanguardia Operaia, la sua figura è diventata simbolo per alcuni gruppi neofascisti. Questo contesto rende l’aggressione ancora più significativa.
Reazioni all’aggressione:
- Il deputato Riccardo De Corato ha dichiarato che l’uomo “se l’è cercata”.
- Il Partito Democratico milanese ha condannato l’aggressione come un fatto grave e inaccettabile.
- L’assessore Romano La Russa ha ribadito la sua contrarietà a ogni forma di violenza politica.
La giunta regionale ha anche annunciato borse di studio in memoria di Sergio Ramelli e delle vittime Fausto e Iaio. Questo gesto mira a mantenere viva la memoria storica, ma solleva domande sui valori che si celebrano.
Nonostante le indagini siano in corso da parte dei carabinieri, il clima nostalgico attorno alla figura di Ramelli continua a generare divisioni. Le commemorazioni si mescolano con tensioni politiche e sociali, rendendo difficile una riflessione pacata su eventi passati.
La situazione attuale invita a chiedersi: come si può trovare un equilibrio tra commemorazione e condanna della violenza? Le reazioni politiche potrebbero influenzare ulteriormente il dibattito pubblico su questi temi delicati.