L’inchiesta sugli arbitri del calcio italiano coinvolge direttamente il designatore Gianluca Rocchi e il supervisore Andrea Gervasoni, accusati di aver esercitato pressioni per favorire l’Inter. Il caso si è intensificato il 23 aprile 2025, quando sono emerse intercettazioni compromettenti.
I fatti chiave dell’inchiesta:
- Gianluca Rocchi è indagato per concorso in frode sportiva.
- Le intercettazioni rivelano pressioni su arbitri e designazioni favorevoli all’Inter.
- Daniele Doveri è l’arbitro sgradito menzionato nelle conversazioni.
- Cinque indagati certi, tra cui Rocchi e Gervasoni.
Ma come si è arrivati a questa situazione? L’inchiesta mira a chiarire le designazioni arbitrali nella stagione 2024-25, un periodo cruciale che include la semifinale di Coppa Italia. Le intercettazioni hanno rivelato che Rocchi ha detto: “Loro non lo vogliono più vedere”, riferendosi a Doveri. Questo solleva interrogativi sulla trasparenza delle decisioni arbitrali.
Le conseguenze sono significative. Rocchi e Gervasoni si sono autosospesi dai loro ruoli mentre l’inchiesta si allarga a tutto il mondo arbitrale. Non solo i due designatori, ma anche altri potrebbero essere coinvolti. Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, ha dichiarato: “Non abbiamo arbitri graditi o non graditi”, sottolineando la serietà della questione.
Tuttavia, molte domande rimangono senza risposta. Chi è esattamente il “loro” menzionato nelle intercettazioni? E ci sono altri assistenti al VAR sotto inchiesta? Queste incertezze aggiungono un ulteriore strato di complessità alla situazione già tesa nel calcio italiano.