L’arcivescovo Paolo Pezzi lascia la guida dell’arcidiocesi di Mosca dopo oltre vent’anni di servizio in un contesto ecclesiale e politico complesso. La sua rinuncia, presentata all’età di 65 anni, segna la fine di un episcopato che ha visto la Chiesa cattolica crescere in Russia.
Pezzi è stato nominato arcivescovo metropolita il 21 settembre 2007 e ha guidato una comunità che, nel 2023, contava circa 70.180 fedeli su una popolazione totale di 58.060.000 abitanti a Mosca. Questo numero evidenzia l’importanza della sua opera pastorale in un ambiente non sempre favorevole.
I fatti chiave:
- Pezzi ha presentato la rinuncia in conformità con il comma 2 del canone 401 del Codice di diritto canonico.
- Nikolai Dubinin è stato nominato amministratore apostolico dell’arcidiocesi.
- Pezzi ha scelto uno stile pastorale sobrio e discreto, evitando esposizioni che potessero generare tensioni.
- La comunità cattolica è stata molto attiva sotto la guida di Pezzi, accompagnando la crescita della Chiesa senza forzature.
La reazione dell’arcidiocesi moscovita è stata positiva: hanno espresso gratitudine per il lungo servizio dell’arcivescovo, affermando che si tratta di una scelta «sofferta ma serena». Questo riflette il riconoscimento della sua leadership in un periodo difficile.
Che cosa significa questa transizione per la Chiesa cattolica in Russia? Osservatori notano che il nuovo amministratore apostolico, Nikolai Dubinin, potrebbe portare una nuova visione e strategie per affrontare le sfide future. La comunità attende con interesse come si evolverà l’episcopato dopo oltre venti anni sotto Pezzi.