L’aggressione a una suora francese di 48 anni sul Monte Sion il 1 maggio 2026 ha messo in luce un preoccupante aumento delle violenze contro i membri del clero in Israele. L’attacco è avvenuto vicino alla Tomba di Re Davide, un luogo sacro per la comunità cristiana.
La vittima ha subito lividi sul volto e ha dovuto essere ricoverata in ospedale per le ferite riportate. L’aggressore, un uomo di 36 anni, è stato arrestato dalla polizia israeliana poco dopo l’incidente. Questo evento si inserisce in un contesto di crescente ostilità verso la comunità cristiana.
Le reazioni:
- Il ministero degli Esteri israeliano ha condannato l’aggressione, definendola “un atto vergognoso”.
- Padre Olivier Poquillon ha dichiarato: “La piaga dell’odio è una sfida comune”.
- La polizia israeliana considera gli attacchi ai membri del clero con estrema serietà e sta conducendo indagini approfondite.
Un turista presente al momento dell’aggressione ha fermato l’aggressore intervenendo subito dopo l’attacco. Questo gesto coraggioso evidenzia la solidarietà che esiste anche in situazioni così critiche.
Questa aggressione non è un caso isolato; rappresenta un trend preoccupante che minaccia la libertà di culto in Israele. Le autorità locali sono sotto pressione per garantire la sicurezza della comunità cristiana e prevenire ulteriori attacchi.
Il direttore della Scuola francese di ricerca biblica e archeologica ha denunciato l’accaduto come un’aggressione gratuita nei confronti della suora. La situazione richiede attenzione e azioni concrete per proteggere chi esercita la propria fede senza paura.