Carlo Monguzzi ha avuto un lungo impegno pubblico dentro e fuori le istituzioni. È morto a Milano all’età di 74 anni dopo una breve malattia, lasciando un vuoto significativo nel panorama politico e ambientale italiano.
Nato a Milano il 18 settembre 1951, Monguzzi è stato un consigliere comunale dei Verdi e un ex assessore regionale. È stato tra i fondatori di Legambiente e ha promosso la prima legge sulla raccolta differenziata dei rifiuti in Lombardia nel 1993.
La sua carriera politica è iniziata negli anni ’70 con il Movimento Studentesco. Nel 1993, ha ricoperto il ruolo di assessore regionale all’Ambiente e all’energia, dove ha avuto un impatto duraturo sulle politiche ecologiche della regione.
Monguzzi era noto per le sue critiche al centrosinistra e per il suo attivismo, che includeva la lotta contro le centrali nucleari durante il referendum del 1987. Era anche un sostenitore attivo delle manifestazioni per la Palestina e ha lottato per la difesa di San Siro.
Nel 2011, è stato eletto in Consiglio Comunale a Milano, continuando a lavorare per le cause in cui credeva. Recentemente, nel 2021, si era sposato con Silvia Ceruti, un altro segno del suo impegno personale e sociale.
Le reazioni alla sua morte sono state immediate e toccanti. Beppe Sala ha dichiarato: «Se n’è andato un lottatore», mentre Matteo Salvini ha espresso il suo dispiacere: «Mi spiace veramente tanto». Angelo Bonelli ha sottolineato la perdita di un grande uomo e un ecologista autentico, affermando che Monguzzi era un punto di riferimento per intere generazioni.
Pierfrancesco Majorino ha aggiunto: «C’era sempre, non smetteva mai di lottare», evidenziando la dedizione e la passione che caratterizzavano la sua vita.
Osservatori e funzionari si aspettano che l’eredità di Carlo Monguzzi continui a influenzare le future generazioni di attivisti e politici, ispirando un impegno costante per la sostenibilità e la giustizia sociale.