«È stato qualcosa di disastroso; avevamo già vissuto una volta un terremoto ma assolutamente non così.» Queste parole di Paola Presani descrivono il terrore e la devastazione vissuti durante il terremoto del Friuli, avvenuto il 6 maggio 1976. Questo evento sismico ha colpito duramente l’area di 5.700 chilometri quadrati, devastando circa 137 comuni e lasciando circa 600.000 abitanti in difficoltà.
Il bilancio fu tragico: 989 morti, oltre 3.000 feriti, e circa 100.000 persone senza tetto. La signora Presani racconta anche della perdita del suo zio Nutti, schiacciato dal crollo di una parete. La sua storia è solo una delle tante che riflettono il dolore e la perdita che hanno segnato quelle ore drammatiche.
La devastazione non riguardò solo le vite umane. Circa 17.000 abitazioni crollarono o furono gravemente danneggiate e ben 279 aziende industriali furono colpite, interrompendo il lavoro per oltre 10.000 dipendenti. La situazione economica divenne critica, con il 40% del sistema produttivo udinese fermo a causa del terremoto.
Questa tragedia portò a una risposta collettiva straordinaria. Il modello di ricostruzione adottato in Friuli è stato considerato un esempio nazionale, dimostrando che, come affermò Luigino Pozzo, «mettendo al primo posto la ripresa economica e produttiva, si ricostruisce non solo il tessuto materiale, ma anche quello sociale». Questo approccio integrato alla ricostruzione ha permesso alla comunità di rinascere dalle macerie.
Dopo cinquant’anni dall’accaduto, la Rai ha programmato eventi speciali per commemorare l’anniversario del terremoto. Il 6 maggio 2026, si svolgeranno trasmissioni dedicate a ricordare le vittime e le storie di resilienza come quella di Paola Presani. La memoria storica è importante; senza di essa, i sacrifici e le lezioni apprese rischiano di essere dimenticati.
I luoghi colpiti dal terremoto includono:
- Majano: dove la chiesa e il campanile furono distrutti.
- Gemona: uno dei centri più colpiti.
- Venzone: noto per i suoi danni storici.
- Osoppo: un’altra area gravemente danneggiata.
L’eredità del terremoto del Friuli continua a influenzare la regione oggi. La resilienza mostrata dai suoi abitanti resta un faro di speranza per chi affronta calamità simili in tutto il mondo.