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Ospedale: Cosa sta succedendo all’ del Mare di Napoli?

Il 11 aprile 2026, l’Ospedale del Mare di Napoli è stato al centro di un’importante denuncia riguardante la carenza di barelle al Pronto soccorso. Questa situazione ha costretto alcuni pazienti a ricorrere al noleggio di barelle da ambulanze private, con costi che variano tra i 30 e i 40 euro l’ora. Un caso emblematico è quello di una paziente novantenne, che ha trascorso la notte su una barella di un’ambulanza privata, pagando circa 400 euro.

La situazione è stata confermata dai carabinieri del Nas, che hanno effettuato un’ispezione all’ospedale il giorno stesso. Gennaro Sangiuliano, un rappresentante della sanità, ha dichiarato: “Le barelle al Pronto soccorso dell’Ospedale del Mare non sono sufficienti per i malati accompagnati dalle ambulanze.” Questo problema di carenza di barelle è stato denunciato anche dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, che ha definito la situazione come una “gravissima denuncia”.

La carenza di barelle non è un problema isolato. Infatti, l’ospedale di Legnago ha recentemente affrontato una chiusura inaspettata del bar, creando disagi sia per i pazienti che per il personale. Questa chiusura è avvenuta senza preavviso e ha avuto un impatto significativo su un polo sanitario che serve 155mila residenti dei 25 Comuni del distretto 3 Pianura veronese.

La società che gestiva il bar, Indivia srl, è attualmente in liquidazione giudiziale, con il tribunale che ha avviato la procedura il 9 aprile 2026. Nel 2024, Indivia srl ha registrato un fatturato di 1,3 milioni di euro, ma ha subito una perdita di 210mila euro. Il giudice ha fissato un’udienza per esaminare lo stato passivo della società il 10 luglio 2026.

La situazione di carenza di barelle all’Ospedale del Mare è stata aggravata dalla crescente domanda di servizi di emergenza. Ogni anno, l’ospedale di Legnago gestisce circa 14.000 ricoveri, e la pressione sui servizi di emergenza è in aumento. Le autorità sanitarie stanno ora valutando le soluzioni possibili per ripristinare il servizio nel minor tempo possibile.

Ornella, una familiare di una paziente, ha raccontato: “Abbiamo pagato circa 400 euro affinché la nostra congiunta novantenne in codice arancione potesse stare per tutta la notte su una barella del Pronto soccorso.” Questa testimonianza evidenzia le difficoltà affrontate dalle famiglie in una situazione di emergenza sanitaria.

Le autorità competenti stanno monitorando la situazione e si attendono ulteriori sviluppi. Dettagli rimangono non confermati, ma la pressione per risolvere la crisi delle barelle è alta. La salute e il benessere dei pazienti devono rimanere una priorità, e le istituzioni sanitarie sono chiamate a rispondere prontamente a queste sfide.

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