Il trasferimento d’ufficio dei docenti sovrannumerari avviene senza considerare le preferenze personali, seguendo un meccanismo automatico basato sulla vicinanza geografica. Questo processo è regolato dall’articolo 22 del CCNI 2025/28 e si applica ai docenti che non presentano domanda di trasferimento entro il termine stabilito.
Il trasferimento d’ufficio mira a mantenere il docente vicino alla sua sede originaria. In effetti, l’ordine di assegnazione della nuova sede segue l’ordine di viciniorietà, il che significa che i docenti vengono spostati verso scuole più vicine a dove già insegnano. Questo sistema può sembrare logico, ma pone interrogativi: cosa succede a chi ha esigenze familiari o personali diverse?
Il punteggio per il trasferimento è definito dal Dirigente Scolastico nella graduatoria interna d’istituto. Inoltre, il trasferimento d’ufficio non può riguardare un docente titolare su posto comune trasferito su posto di sostegno senza volontà esplicita. Questa regola esclude la possibilità di spostamenti indesiderati per i docenti specializzati.
I punti chiave del trasferimento:
- I docenti sovrannumerari saranno trasferiti d’ufficio se non presentano domanda di trasferimento.
- Il sistema assegna automaticamente la sede in base alla vicinanza geografica.
- Il trasferimento avviene dopo la mobilità di chi gode delle precedenze.
La procedura di interpello è diramata a livello nazionale tramite gli Uffici Scolastici. Durante questo periodo, i docenti hanno 16 giorni per presentare le domande, dal 16 al 29 luglio, con la chiusura della procedura fissata per le 14 ore del 29 luglio. È un momento cruciale per chi cerca di evitare un trasferimento forzato.
Inoltre, i dati indicano che ci sono circa 150 preferenze per supplenze docenti ogni anno. Ciò suggerisce che molti insegnanti preferirebbero una maggiore flessibilità nelle loro scelte professionali piuttosto che essere soggetti a meccanismi automatici. Questo aspetto solleva preoccupazioni sulla soddisfazione lavorativa e sull’efficacia dell’insegnamento.
Osservatori ed esperti nel campo dell’istruzione affermano che questa procedura potrebbe necessitare di revisioni significative per adattarsi meglio alle esigenze dei docenti e degli studenti. La questione della mobilità docenti rimane centrale nel dibattito educativo italiano.