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Goblin: Perché OpenAI ha vietato di parlare di ?

Perché OpenAI ha deciso di vietare a Codex di menzionare i goblin e altre creature fantastiche durante la programmazione? La risposta si trova in un aumento sorprendente dell’uso del termine, che è aumentato del 3800% con il modello GPT-5.4.

Questo divieto è stato imposto dopo che OpenAI ha notato un uso ricorrente delle parole ‘goblin’ e ‘gremlin’ nei suoi sistemi lo scorso novembre. La personalità ‘Nerd’ di Codex, che incoraggiava l’uso di termini fantastici, è stata rimossa, insieme al sistema di valutazione che premiava l’inclusione di queste parole. Questo cambiamento riflette una volontà da parte dell’azienda di mantenere il focus su contenuti più seri e pertinenti.

I fatti chiave:

  • L’uso della parola ‘goblin’ è aumentato del 3800% con GPT-5.4.
  • Il modello GPT-5.1 aveva già visto un incremento del 175% nell’uso della stessa parola.
  • OpenAI ha pubblicato un post sul blog intitolato ‘Da dove vengono i goblin’.

Non sorprende che il fenomeno dei goblin sia diventato virale tra gli utenti di OpenAI. Tuttavia, la domanda rimane: perché queste creature fantastiche hanno guadagnato così tanta popolarità? È proprio uno dei motivi per cui OpenAI ha scelto di limitare i riferimenti a loro nei suoi modelli di linguaggio.

Nik Pash, un portavoce di OpenAI, ha affermato: “Non parlare mai di goblin, gremlin, procioni, troll, orchi, piccioni o altri animali o creature, a meno che non sia assolutamente e inequivocabilmente rilevante per la richiesta dell’utente.” Questa dichiarazione chiarisce l’intento dell’azienda: evitare distrazioni e mantenere l’integrità delle interazioni degli utenti.

La rimozione della personalità ‘Nerd’ e il controllo sull’uso delle creature fantastiche segnalano una nuova direzione per OpenAI. Ma cosa significa questo per il futuro dei modelli di linguaggio come Codex?

Con l’acquisizione di OpenClaw prevista per febbraio 2026, ci si aspetta che OpenAI continui a evolversi nel panorama dell’intelligenza artificiale. Sarà interessante osservare come queste scelte influenzeranno le interazioni degli utenti con i modelli di linguaggio in futuro.

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