Il Giappone ha ripreso ad acquistare petrolio dalla Russia per la prima volta dall’interruzione dei traffici nello Stretto di Hormuz, nonostante le tensioni geopolitiche e le sanzioni internazionali. Questo avviene mentre una petroliera si dirige verso le coste giapponesi con un carico proveniente dal progetto Sakhalin-2.
Questa decisione solleva interrogativi su come il Giappone gestisca le sue importazioni energetiche in un contesto così complesso. Infatti, il Giappone dipende per oltre il 90% dalle importazioni di greggio mediorientale, quindi la diversificazione delle fonti è cruciale per la sua sicurezza energetica.
Ma perché il Giappone ha scelto di tornare a collaborare con la Russia? Il greggio di Sakhalin-2 non è soggetto alle sanzioni imposte da Washington e Bruxelles, il che lo rende un’opzione attraente per Tokyo. Inoltre, l’intervento del governo giapponese ha portato a un apprezzamento dello yen, che è aumentato dello 0,7% a 155,5 contro dollaro.
Questa mossa arriva in un momento delicato. Solo ieri, Hokkaido ha subito due scosse di terremoto con magnitudo 6.1 e 6.4, che hanno fatto temere per la stabilità della regione. Tuttavia, non sono stati segnalati danni a persone e non è scattata l’allerta tsunami.
I fatti chiave:
- Il Giappone torna ad acquistare petrolio dalla Russia dopo un lungo periodo di interruzione.
- Una petroliera è in navigazione verso Hokkaido con un carico dal progetto Sakhalin-2.
- Il Giappone dipende per oltre il 90% dalle importazioni di greggio mediorientale.
- L’intervento del governo ha rafforzato lo yen contro il dollaro.
- Due scosse di terremoto hanno colpito Hokkaido, ma senza danni significativi.
A questo punto, resta da vedere come reagiranno i mercati alle speculazioni sui futures del petrolio e quali saranno le conseguenze a lungo termine di questa scelta giapponese. Atsushi Mimura ha dichiarato: “Siamo in contatto stretto con gli Stati Uniti e condividiamo valutazioni e azioni.” Questo indica che il Giappone sta cercando di bilanciare i propri interessi economici con le pressioni internazionali.