Usl Umbria 1, prosciolti gli otto imputati: il fatto non sussiste

La Procura di Perugia contestava, a vario titolo, di aver accreditato due case di cura presso il Servizio sanitario regionale per l'attività di visite specialistiche: gli imputati avrebbero conseguito un presunto guadagno illegittimo valutato in circa 600mila euro.

0
241
Il tribunale di Perugia

PERUGIA – Proscioglimento “perché il fatto non sussiste” per tutti e otto gli imputati nel procedimento per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico contestato all’ex dg della Usl Umbria 1, Giuseppe Legato, all’ex direttore sanitario della Usl 1 e attualmente ospedaliero, Diamante Pacchiarini, a Domenico Barzotti in qualità di direttore amministrativo, a Nazzareno Zucchettini, responsabile amministrativo, al direttore sanitario Donatella Seppoloni, all’allora direttore del servizio accreditamento sanitario regionale, Antonio Perelli, al titolare rappresentante della Umbra Salus, Paolo Scura e al direttore sanitario, Igino Tomassoni.

Case di cura La Procura di Perugia contestava, a vario titolo, di aver accreditato due case di cura presso il Servizio sanitario regionale per l’attività di visite specialistiche, consentendo invece di svolgere operazioni per la chirurgia oculistica e ortopedica “senza alcuna dotazione né capacità strutturale e funzionale” e senza “l’osservanza di alcuna procedura pubblica” in merito alla scelta “del contraente ed all’acquisto di protesi e presidi chirurgici” relativi alle operazioni. Secondo l’accusa gli imputati avrebbero conseguito un presunto guadagno illegittimo valutato in circa 600mila euro. Il pm Gemma Miliani aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Maria Mezzasoma, Marco Brusco, Alessandro Vesi, Gianluca Calvieri, Francesco Blasi, Giancarlo Viti, Fernando Mucci e Giovanni Bellini. Soddisfazione per l’esito processuale è stata espressa dall’avvocato Giovanni Bellini, difensore di Giuseppe Legato, anche se “permane un senso di amarezza per come è iniziata la vicenda”. “Non c’è stato neppure bisogno del vaglio dibattimentale – è il commento dell’avvocato Marco Brusco, difensore di Paolo Scura – per chiarire l’assoluta insussistenza dei fatti-reato contestati. È stata restituita dignità e serenità ad un galantuomo”.