Umbria Jazz, il ‘Brazilian Meeting’ evento finale all’arena

Stefano Bollani, Hamilton de Holanda, Egberto Gismonti, l'Orquestra Baile do Almeidinha, per un'ultima entusiamante festa carioca

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PERUGIA- Doveva essere una festa, e così senz’altro è stata. Tre grandi artisti, tre diverse anime e sensibilità, si sono incontrate ieri sera sul palco dell’Arena Santa Giuliana per il concerto conclusivo dell’edizione 2017 di Umbria Jazz: nell’ordine Stefano Bollani, Hamilton de Holanda, Egberto Gismonti, in quello che nel cartellone era intitolato Brazilian Meeting. Un gradito ritorno ad Uj per De Holanda, virtuoso del bandolim, il mandolino a 8 corde, assieme al pianoforte del nostro Bollani, che con il solista carioca ha una ormai consolidata partnership, e che alla musica brasiliana ha dedicato dischi e concerti. Ai due il compito di aprire la serata, con l’artista milanese che iniziato con le note della celeberrima Aguas de marco, introducendo l’esibizione in duo con il 41enne di Rio de Janeiro, a cui si sono, poi, aggiunti anche Thiago da Serrinha alle percussioni e Guto Wirti al contrabbasso (accompagnatori abituali del trio del musicista brasiliano, con cui ha vinto il  Latin Grammy 2016 per il disco dedicato a Chico Barque de Holanda, di cui è stata eseguita l’altrettanto famosa O que será). Inedito, è stato, invece, l’incontro con Egberto Gismonti una delle personalità più importanti della musica brasiliana moderna, compositore e polistrumentista che alla formazione classica ha aggiunto l’amore per il folklore, il jazz, la world music. Tra i due, c’è stato subito feeling: due pianoforti, uno di fronte all’altro, ma un’anima sola. Esibizione in duo anche per Gismonti e De Holanda che hanno improvvisato, con il bandolim e la chitarra, alcune tra le più note musiche della tradizione carioca. La terza parte del concerto, è stata, infine, affidata all’Orquestra Baile do Almeidinha diretta da Hamilton de Holanda (con ospite la voce della cantante Mayra Andrade), che ha scaldato, facendolo ballare, il pubblico dell’Arena, infreddolito da un vento fastidioso. Gran finale, con tutti i protagonisti sul palco per cantare Figlio unico (Trem das onze) di Joao Rubinato, conosciuta in Italia per la cover realizzata nel 1966 da Riccardo Del Turco.

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