Umbria Jazz, all’arena il quintetto Rava-Stanko e il tributo a Gillespie

Serata di grande jazz ieri sera sul palco del Santa Giuliana, con l'inedita formazione guidata dai due trombettisti e l'omaggio del festival, fatto da Fabrizio Bosso, a uno dei padri del bebop

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Tomasz Stanko ed Enrico Rava

PERUGIA- Due assolute eccellenze del jazz nostrano, i trombettisti Enrico Rava e Fabrizio Bosso, sono stati i protagonisti della quinta serata all’Arena Santa Giuliana. Ad aprire le danze, l’inedito quintetto che Rava ha costituito assieme ad un altro trombettista il polacco Tomasz Stanko, sotto l’insegna di European trumpet legends, e, forse, il termine non è esagerato perché i due musicisti sono, senza dubbio, figure carismatiche del jazz europeo. I due artisti appartengono, infatti, alla generazione che ha contribuito alla diffusione nel vecchio continente della musica afroamericana favorendone la definitiva maturita’, sfidando gli egemoni modelli d’oltre oceano. A distanza di oltre quarant’anni, dopo aver fatto parte negli anni ’70 della Globe Unity Orchestra di Alexander von Schlipplenbach, ed aver inciso numerose volte per la Ecm di Manfred Eicher, adesso si sono ritrovati per questo nuovo progetto, che li ha visti condividere il palco di UJ assieme al pianista folignate Giovanni Guidi (collaboratore fisso nelle ultime formazioni di Rava), al bassista Reuben Rogers e al batterista Gerald Cleaver (abituale sezione ritmica del gruppo di Stanko). Un suono coinvolgente ed emozionante, lirico e moderno, per partiture scritte appositamente per questa formazione, giustamente applaudita in maniera calorosa da un pubblico attento, anche se non particolarmente numeroso.

La seconda parte della serata, è stata, invece, dedicata a The Champ to Dizzy, il nuovo progetto realizzato in esclusiva per Umbria Jazz da Fabrizio Bosso assieme all’orchestra diretta da Paolo Silvestri. Dopo l’omaggio lo scorso anno a Duke Ellington, adesso è la volta di un’altra icona del jazz, Dizzy Gillespie, del quale in questo 2017 ricorre il centenario della nascita. Le musiche del grande trombettista, insieme a Charlie Parker e Thelonious Monk inventore del bebop, in questo doveroso tributo (fatto dalla kermesse che ebbe la fortuna di ospitarlo più volte, nelle sue prime storiche edizioni) dedicato alle sue composizioni orchetrali; nella sua lunga carriera, infatti, Gillespie militò in molte famose orchestre (da quella di Cab Calloway a Lionel Hampton, Earl Hines, Billy Eckstine), più le numerose big band a suo nome. Grazie ad una formazione che comprendeva oltre allo stesso Bosso Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso, Nicola Angelucci alla batteria, e da una sezione fiati composta da Claudio Corvini, Fernando Brusco, Sergio Vitale alla tromba; Mario Corvini, Enzo De Rosa al trombone; Gianni Oddi, Marco Guidolotti, Michele Polga, Alessandro Tomei, al sassofono, spazio, quindi, a classici quali A Night in Tunisia e Salt Peanuts, solo per citare i più conosciuti, proposti in swinganti versioni, estremamente eleganti e decisamente convincenti.

 

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