Regione Umbria, attenzione ai casi di fragilità indotta da Covid-19

Piano di provvedimenti rivolti ad anziani soli, situazione di povertà e di degrado sociale, chi necessita di assistenza ai minori soli per ricovero di familiari e non udenti

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PERUGIA – La lotta al coronavirus in Umbria passa anche per l’attenzione ai casi fragili: la Regione Umbria ha presentato venerdì mattina, in videoconferenza, il piano per la gestione delle fragilità indotta da Covid-19. Ad illustrare il provvedimento, tra gli altri, l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto e il direttore Claudio Dario.

Piano fragilità Un altro tassello dei provvedimenti adottati dalla Regione Umbria per l’emergenza sanitaria in atto, è il piano regionale per la gestione della fragilità indotta da Covid-19. Una gestione – è stato spiegato – rivolta soprattutto agli anziani che vivono soli, ma anche a chi versa in una situazione di povertà estrema e di degrado sociale, a chi necessita di assistenza per pregresse situazioni di disagio psichico, ai minori soli per ricovero di familiari fino ai non udenti. “Inquadriamo così la gestione di pazienti anziani e fragili più in generale – ha affermato Coletto – sia per quanto riguarda le case di riposo sia per la cura a domicilio. I pazienti sono così gestiti nella maniera più attenta e precisa anche nelle cure di una eventuale positività che si dovesse riscontrare. Sono state così individuate delle strutture distribuite in modo omogeneo per poter garantire la giusta accoglienza ai soggetti che ne avranno necessità”. L’ identificazione di questi casi, il trattamento e la prevenzione “sono oggi considerati il ‘cuore’ e allo stesso tempo la sfida principale delle comunità” ha detto il direttore Dario per poi sottolineare che sarà individuato un referente in ogni struttura (anziani, disabili, psichiatria, dipendenze). “Abbiamo sempre detto – ha spiegato – che la difesa nei confronti del Covid è la terapia intensiva ma la partita si vince sul territorio, sulla domiciliarità e sulla vicinanza ai luoghi abituali di residenza e di convivenza di queste persone”.

Nuova sfida Aumenta così “la sfida” per l’emergenza coronavirus, come è stato ricordato nel corso della videoconferenza stampa. Ad illustrare i nuovi provvedimenti adottati dalla Regione anche la dirigente regionale, Paola Casucci, e il dottor Pietro Paolo Faronato, esperto di programmazione sanitaria e organizzazione dei servizi territoriali. La fragilità Covid indotta – è stato spiegato – altera e acuisce un equilibrio instabile e precario. E per questo il primo passo è quello di individuare i casi: tra questi gli anziani nelle case di cura o che vivono da soli, le persone in situazione nota di povertà estrema o degrado sociale, con pregresse situazioni di disagio psichico, e minori soli per ricovero dei famigliari.”La Regione – ha detto l’assessore Coletto – sta riservando  molta attenzione a questa fascia della popolazione, in particolare agli anziani ospitati in case di riposo o che vivono nelle loro abitazioni. Sappiamo tutti quanto sia disorientante per le persone anziane essere allontanati dal loro ambiente e dalle loro abitudini, quindi ci stiamo adoperando per garantire il miglior sostegno e le cure nelle loro case. In parallelo vogliamo proteggere gli anziani ospitati nelle residenze e per questo sono state bloccate le visite garantendo il contatto esterno con le famiglie attraverso il telefono e la Rete”. Dopo aver reso noto che le strutture residenziali in Umbria (assistenza psichiatrica, gravissime disabilità, anziani, disabili fisici, Aids e tossicodipendenti) sono 190 con 3.644 posti letti disponibili, il direttore Dario ha ricordato che “bisogna tenere alta la guardia, anche se l’Umbria ha una buona tenuta sociale, per preservare i soggetti più fragili come gli anziani e i minori che restano soli per il ricovero dei familiari”.

Fasi del piano Il Piano prevede che, nel caso in cui un paziente ospitato in una residenza sanitaria protetta o in una struttura residenziale protetta presentasse febbre, tosse, dispnea, cefalea e mialgie, dovrà essere immediatamente trattato come paziente sospetto Covid positivo. Il responsabile sanitario della struttura dovrà contattare il Servizio igiene e sanità pubblica, che provvederà a programmare i necessari test diagnostici di conferma. Si dovrà garantire l’isolamento dell’ospite e provvedere ad una riorganizzazione interna del personale. Nel caso di negatività dei test diagnostici l’ospite può essere reintrodotto in comunità, mentre nel caso di positività, l’Isp adotta i provvedimenti per la gestione dei contatti e per la ricerca del Covid-19 nella Comunità e negli operatori, valutando in primis le condizioni cliniche del paziente. Nel caso di condizioni che richiedano ricovero ospedaliero, l’Isp contatta il 118 che provvede al trasferimento del paziente, oppure nel caso di stabilità delle condizioni, valuta la praticabilità e la sicurezza di un isolamento del paziente all’interno della residenza. Nel caso si renda impossibile l’ isolamento, il caso positivo dovrà essere trasferito presso una “Struttura Covid a bassa intensità”, ovvero in strutture presenti nel territorio regionale, già idonee dal punto di vista strutturale, in grado di accogliere soggetti con ridotta autosufficienza, con la dotazione di personale infermieristico e di assistenza.  Invece, per i soggetti in condizioni di fragilità che abbiano impossibilità o difficoltà di segnalare la propria condizione di bisogno, la richiesta di sostegno nei loro confronti può essere attivata direttamente dal cittadino, dal medico di medicina generale, dai servizi sociali del Comune, dal volontariato presso le sedi già normalmente deputate alla raccolta dei bisogni come il Segretariato sociale dei Comuni e il Distretto Socio-sanitario per attivare, dopo il monitoraggio della situazione, un ricovero in una “struttura specifica di sollievo” che garantisca assistenza di tipo prevalentemente tutoriale o domestica. Nel caso di positività al Covid, se le condizioni richiedano ricovero ospedaliero, il Servizio di prevenzione contatterà il 118 che provvederà al trasferimento in ospedale; nel caso di stabilità delle condizioni cliniche, si valuterà la praticabilità e la sicurezza della permanenza in isolamento al proprio domicilio.