Cosa è successo
Secondo l’ultimo sondaggio dell’istituto Ixè, il ‘no’ alla riforma della giustizia è in netto vantaggio rispetto al ‘sì’. I dati, raccolti tra il 17 e il 23 febbraio 2026, mostrano che i contrari alla riforma si attestano tra il 51,3% e il 54,3%, mentre i favorevoli si collocano tra il 45,7% e il 48,7%. Questo rappresenta un cambiamento significativo rispetto al sondaggio di novembre 2025, quando il ‘sì’ era in vantaggio con il 53% contro il 47% del ‘no’. Inoltre, il 46% degli intervistati ha dichiarato di essere intenzionato a votare, mentre circa il 40% rimane indeciso.
Perché è importante
Il risultato del sondaggio evidenzia un cambiamento di opinione significativo tra gli elettori italiani riguardo alla riforma della giustizia proposta dal Ministro Nordio. La fiducia nelle istituzioni, in particolare nella magistratura, è aumentata, con il 51% degli intervistati che esprime fiducia, rispetto al 45% dell’anno precedente. Tuttavia, solo il 12% degli intervistati ha fiducia nei partiti politici. Questo scenario potrebbe influenzare non solo l’esito del referendum, ma anche la percezione generale delle istituzioni politiche in Italia.
Cosa succederà dopo
Con il referendum previsto per il 22 e 23 marzo 2026, le prossime settimane saranno cruciali per le campagne di entrambi i schieramenti. La crescente informazione degli elettori, con il 57% che afferma di essere ben informato sui contenuti del referendum, potrebbe giocare un ruolo determinante nell’affluenza alle urne. Gli indecisi, che rappresentano una parte significativa dell’elettorato, potrebbero essere influenzati dalle campagne informative e dalle discussioni pubbliche nei prossimi giorni.