Ultimi sondaggi sul referendum giustizia
Il referendum sulla giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo 2026, solleva interrogativi significativi riguardo alla riforma proposta. Secondo gli ultimi sondaggi, il No è in vantaggio di quasi cinque punti percentuali.
Il testo della riforma prevede la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, introducendo anche due Consigli superiori della magistratura distinti e una Corte disciplinare di rango costituzionale.
Un sondaggio Ipsos ha rivelato che, in caso di affluenza al 42%, il No è stimato al 52,4% mentre il Sì al 47,6%. Se l’affluenza raggiungesse il 49%, il Sì sarebbe al 50,2% e il No al 49,8%.
Tra gli elettori, il 59% di Fratelli d’Italia e il 63% del Partito Democratico si dichiarano propensi a partecipare al referendum. Tuttavia, solo il 37% degli elettori è sicuro di recarsi alle urne.
Le opinioni sulla riforma sono contrastanti. Enrico Grosso ha avvertito che “la separazione delle carriere comporterà un rischio maggiore di una magistratura meno indipendente”. D’altra parte, Nicolò Zanon ha affermato che “questa riforma ha inteso sgombrare il campo da ogni equivoco circa l’ipotesi che il potere politico voglia mettere le grinfie sull’esercizio dell’azione penale”.
Grosso ha anche criticato l’idea di un organo disciplinare, affermando che “si è voluto fare un intervento assolutamente selettivo affidando per i soli magistrati ordinari la giustizia disciplinare a un organo che già solo dal nome sembra fatto apposta per incutere timore”.
In risposta, Zanon ha sottolineato che “qui non si tratta di intimidire o di punire di più, si tratta di costruire un organo autorevole realmente terzo rispetto alla corporazione”.
Il referendum è legato alla legge di riforma della Costituzione in materia di giustizia, un tema che ha suscitato dibattiti accesi nel panorama politico italiano.
Dettagli rimangono non confermati riguardo a come si evolverà il dibattito nei prossimi mesi e quale impatto avrà sull’affluenza alle urne.