”Uj4Kids”: Umbria Jazz adesso promuove il genere nelle scuole

La Fondazione Umbria Jazz ha ideato per la prossima primavera un percorso didattico e sperimentale di tre mesi che farà da prologo a un'intera sezione del Festival dedicata ai bambini

0
157

PERUGIA – Compiere azioni strutturali per introdurre il jazz nelle scuole di ogni ordine e grado per arrivare così anche ad una striscia quotidiana di appuntamenti durante il festival di luglio dedicata ai più piccoli: nasce con queste finalità il progetto ”Uj4Kids”, nuovo percorso didattico e sperimentale di Umbria jazz presentato a Perugia dalla Fondazione Uj e Regione. Era il 21 febbraio di un anno fa – è stato ricordato – quando è stata costituita la Federazione italiana del jazz, e con un evento simbolico è stata sancita l’adesione sostanziale di Uj al primo punto programmatico fissato dal neonato organismo nazionale in accordo con il Mibac, per portate il jazz nelle scuole.

Accordo La Fondazione Umbria Jazz, in accordo con la Regione e con l’istituto comprensivo 2 di Perugia, ha ideato così, per la prossima primavera, un percorso didattico e sperimentale di tre mesi che farà da prologo alla realizzazione di una intera sezione del Festival dedicata ai bambini, con laboratori e intrattenimento esperienziale. Perché il jazz, fatto di improvvisazione e creatività, è considerato ormai il linguaggio più adatto ad avvicinare i bambini alla musica e “può diventare nella didattica – ha spiegato il responsabile del progetto Fabrizio Croce – la metafora perfetta della vita, oltre che uno strumento di inclusione eccezionale e simbolo della multi-culturalità e della solidarietà”. L’evento andato in scena nella Scuola Santa Croce ha fatto quindi da lancio al progetto ”Uj4Kids” , “un primo passo – ha detto ancora Croce – utile a costruire le linee guida che andranno poi a comporsi nel tempo”.

Modalità Intanto però sono state definite le modalità con l’attivazione di un percorso di avvicinamento al jazz attraverso esperienze di racconto, ascolto, e musica d’insieme; l’estensione a tutti gli istituti del territorio di un invito a partecipare ad alcune iniziative propedeutiche che Umbria Jazz avvierà in un’area espressamente dedicata (si parla già della zona del quartiere di via della Viola, come ha anticipato il direttore generale di Uj Giampiero Rasimelli) nel corso della edizione 2019 del Festival, sotto forma di spettacoli dedicati, laboratori, guide all’ascolto; la messa a punto di alcune possibili forme di credito formativo da estendere agli allievi delle scuole di qualunque grado che prenderanno parte alle attività sperimentali; l’individuazione di alcuni degli istituti del territorio (scuole materne, primarie, medie e secondarie) come potenziali partner del Festival per l’avviamento di un percorso didattico sperimentale nel biennio 2019/2021. Non è escluso, hanno fatto inoltre sapere gli ideatori dell’iniziativa, che nel corso della manifestazione si possa presentare il risultato concreto di questa “buona pratica” attraverso un ensemble, un coro o una orchestra giovanile stabile di Umbria jazz, anche nella conformazione di “marchin band”, che possa fungere da modello per il processo formativo da mettere in atto.

Cecchini e Pagnotta Aderendo in pieno alle indicazioni del Mibac, e nel segno di una tradizione ormai trentennale di dedizione all’alta formazione nel Jazz (attraverso la partnership di lungo corso con la prestigiosa Berklee School di Chicago), Umbria jazz va così a colmare un “gap”, come ha ricordato anche lo stesso direttore artistico Carlo Pagnotta. “Ci abbiamo messo 45 anni – ha detto – ma alla fine ci siamo arrivati”. “Siamo in ritardo? Non direi”, ha inoltre commentato l’assessore regionale alla cultura Fernanda Cecchini. “E’ invece il momento giusto – ha proseguito – per muoversi nella direzione di una programmazione culturale e didattica all’insegna del jazz visto che il festival, dopo uno storico percorso, ha oggi trovato nuova linfa con i recenti riconoscimenti nazionali che permettono ora quindi di operare al meglio”. Alla presentazione dell’iniziativa sono intervenute anche le insegnanti e musiciste Sonia Peana e Catia Gori, relatrici del progetto ”Il Jazz va a scuola” presso la Federazione Italiana del Jazz e che stanno facendo da supporto per la messa a punto del progetto ”Uj4Kids”.