Trevi, nell’area di Pietrarossa testimonianze di epoca Romana

I risultati della terza campagna di scavi effettuata nei pressi della Chiesa di Santa Maria, sono stati resi noti nel corso di un incontro in occasione della Giornata FAI d'Autunno

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Gli scavi di Santa Maria di Pietrarossa

TREVI (PG)- Una rete umbra dei siti archeologici: è una delle proposte lanciate dalla presidente del Consiglio regionale Donatella Porzi, durante un incontro svoltosi a Trevi, presso la Chiesa di San Francesco, per presentare il risultato della terza campagna di scavi effettuata nei pressi della Chiesa di Santa Maria di Pietrarossa che ha permesso di scoprire una Domus con pavimenti a mosaico policromo di rara bellezza.

“Tale scoperta -ha sottolineato il sindaco Bernardino Sperandio– è il frutto di importanti sinergie tra istituzioni pubbliche e la società Metelli che, attraverso l’Art Bonus sta finanziando l’importante scavo”.

E’ stato proprio l’imprenditore, Giuseppe Metelli a spiegare l’importanza dell’Art Bonus che permette alle aziende di recuperare il 65% della somma stanziata in tre anni.

“Con mio fratello Domenico abbiamo incontrato il sindaco -ha detto Metelli– che nell’illustrarci il progetto di scavo nell’area di Pietrarossa, ci ha fatto appassionare all’idea di poter risalire alla Trevi romana fino a poter realizzare una piccola Pompei che, una volta messa in sicurezza, potra essere di grande richiamo turistico e quindi volano economico per il territorio”.

Quanto ritrovato fino ad ora va oltre ogni più rosea aspettativa. Gli scavi  effettuati confermano l’ipotesi che l’antica Trevi si snodasse in pianura lungo il corso del fiume Clitunno che all’epoca aveva un altro corso. Si deve proprio ad alluvioni che hanno invaso il basamento degli edifici di epoca romana la perfetta conservazione dei pavimenti i cui mosaici hanno mantenuto intatto il colore delle tessere. Nel prendere la parola la soprintendente Marica Mercalli ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra enti di ricerca, istituzioni publiche e private e che in Umbria attualmente sono state rilasciate diciassette concessioni ad effettuare scavi archeologici. Mentre il direttore del dipartimento di lettere dell’Università di Perugia, Mario Tosti ha ripercorso i passaggi che hanno portato a indicare nell’area di Pietrarossa un possibile sito archeologico in base a studi avviati almeno dieci anni fa. La coincidenza con la Giornata FAI d’Autunno, ha permesso alla Presidente della Delegazione  Regionale Nives Tei Coaccioli di sollecitare un sempre maggiore coinvolgimento per preservare e valorizzare l’immenso patrimonio artistico-culturale-ambientalistico e naturale, che fa dell’Italia il Paese più bello del mondo.

“E’ un dovere non solo del sindaco e delle istituzioni -ha spiegato- ma la salvaguardia del nostro patrimonio è un dovere di tutti nei confronti delle nuove generazioni e di riconoscenza verso chi ci ha permesso di vivere in un luogo meraviglioso”.

La parola è quindi passata agli archeologi, agli esperti e agli studiosi che stanno seguendo lo scavo: Giovanni Altamore, Donatella Scortecci e Alessio Pascolini. Nel portare i saluti del Consiglio regionale, la presidente Donatella Porzi ha sottolineato come l’Art Bonus stia funzionando bene.

“Si tratta -ha dichiarato la presidente- di un provvedimento che aiuta la cultura a crescere. Mettere in rete i siti archeologici dell’Umbria permetterebbe di creare un parco archeologico su cui investire. Ci sono competenze, ci sono ricchezze da mettere in rete: una risorsa che può creare posti di lavoro e sviluppo”.

L’ incontro, coordinato dal giornalista Federico Fioravanti, è stato concluso dal Direttore generale per l’archeologia , le belle arti e il paesaggio del Mibact, Caterina Bon Valsassina.

 

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