Terremoto, sì della Camera al dl sisma: ecco le principali misure

Adesso il testo passa al Senato per l'approvazione definitiva

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Castelluccio dopo il sisma (foto Ansa)

PERUGIA – La Camera dei deputati ha approvato con 281 voti favorevoli e nessun voto contrario il dl sisma. Il decreto che reca disposizioni urgenti per l’ accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici passa ora all’esame del Senato. L’abbattimento della busta paga pesante del 60%, l’impegno del Governo a prorogare tutto il personale impegnato nella ricostruzione sino a fine 2020, le possibilità di modulare le varie misure, differenziandole per le zone distrutte o solo danneggiate dal terremoto del 2016, come ad esempio l’estensione di “Resto al sud” senza limiti di età per i Comuni che hanno oltre il 50% di edifici inagibili, programmi regionali straordinari di ricostruzione per i territori maggiormente colpiti. Sono alcuni dei provvedimenti contenuti nel dl sisma approvato all’unanimità alla Camera e ora trasmesso al Senato. Tra le misure principali la cosiddetta busta paga pesante (le ritenute fiscali, i contributi previdenziali e assistenziali nonché i premi per l’assicurazione obbligatoria) dei terremotati del Centro Italia viene abbattuta del 60%. Il restante 40% potrà essere rateizzato in 10 anni. Per chi ha scelto, invece, di non percepire la busta paga pesante sarà emanata una circolare dell’Inps che conterrà le modalità per avere il rimborso del 60% di quanto versato. Ci sono poi l’eliminazione dell’ Imu sugli immobili inagibili, che vengono anche esclusi dal computo per l’Isee; l’estensione della misura “Resto al sud” alle zone del cratere con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per attività imprenditoriali under 46, ma senza limiti di età per i Comuni maggiormente colpiti; contributi a fondo perduto e mutui a tasso zero in favore delle imprese agricole nei Comuni del cratere; l’accelerazione delle pratiche per la ricostruzione privata attraverso autocertificazione dei professionisti e, novità, l’istituzione di programmi regionali straordinari di ricostruzione per i territori maggiormente colpiti; le anticipazioni del 50% dei compensi dei professionisti e costituzione di un fondo di rotazione; la proroga dei mutui degli enti locali fino al 2021 e possibilità per i piccoli Comuni di scegliere segretari di classe superiore.

Il provvedimento destina poi 27 milioni di euro per interventi straordinari fino ad un massimo di 200 mila euro nei Comuni terremotati fino a 30 mila abitanti; 50 milioni di euro per lo sviluppo economico e imprenditoriale del territori colpiti per contratti di sviluppo volti ad adeguare, riqualificare e sviluppare aree di localizzazione produttiva, per attività e programmi di promozione turistica e culturale, attività di ricerca, innovazione tecnologica e alta formazione, per interventi per il sostegno delle attività imprenditoriali, interventi per l’accesso al credito anche per piccole e micro imprese, interventi di connettività anche attraverso la banda larga.

Viene esteso il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese per ulteriori 3 anni, comprese le imprese dell’agroalimentare per importi garantiti fino a 2,5 milioni. Sul fronte della scuola, proroga per gli anni scolastici 2020-2021 e 2021-2022 delle deroghe per la composizione delle classi e la possibilità di avere più personale. Sono inoltre stanziati 2 milioni di euro per personale tecnico amministrativo con possibilità di utilizzo anche di personale delle aziende in house.

Per il personale viene istituito un tavolo presso il Ministero della Funzione pubblica per preservare le professionalità che da anni lavorano per le emergenze sismiche (L’ Aquila, Emilia, Centro Italia) con la prospettiva di una graduale stabilizzazione. Il dl ammette poi il subappalto tra i privati. E ancora tassazione Irpef agevolata al 7% per i titolari di pensione erogata da soggetti esteri che trasferiscano la propria residenza nei Comuni del cratere con meno di 3.000 abitanti e delega alle Regioni per redigere un programma di incentivazioni per chi trasferisce in quei Comuni la propria residenza.