Sisma, in due anni persi 260 milioni di euro di valore di produzione in agricoltura

A quantificare il danno in Umbria nelle aree colpite dal sisma è la Condiretti

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Castelluccio di Norcia, martedì si torna a raccogliere la lenticchia. Al via la prima raccolta della lenticchia di Castelluccio seminata dopo le scosse che hanno messo a rischio la sopravvivenza del prodotto simbolo delle aree terremotate.
La semina delle lenticchie a Castelluccio

PERUGIA – L’agricoltura umbra ha perso 260 milioni di euro di valore di produzione nei due anni successivi al sisma del 2016. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti su dati Istat diffusa in occasione dell’apertura del più grande mercato degli agricoltori, dei pastori e degli allevatori terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo al Villaggio della Coldiretti al Circo Massimo a Roma per fare il bilancio a due anni dalle scosse. “Nel Lazio sono stati ‘bruciati’ 175 milioni di euro mentre nelle Marche il conto parla di 140 milioni di euro – si evince dallo studio – Gli agricoltori e gli allevatori terremotati hanno perso in due anni oltre mezzo miliardo di euro solo a causa del crollo delle produzioni e delle vendite senza contare i danni strutturali a stalle, case e fabbricati rurali”. “Nel 2017 si è verificata una tiepida ripresa delle produzioni agricole rispetto all’annata precedente – aggiunge Coldiretti – ma la situazione è ancora lontana dal tornare alla normalità se si considera che il Pil agricolo è ancora complessivamente inferiore a quello del 2015, con punte del 13% in meno per l’Umbria e del 6% in meno per le Marche”. 

Settori Tra i settori più colpiti – spiega ancora la Coldiretti – c’è sicuramente quello dell’allevamento, dove la produzione di latte è calata del 20% anche per la chiusura delle stalle, ma le difficoltà non hanno scoraggiato la maggioranza di agricoltori e allevatori che non hanno abbandonato il territorio ferito e sono riusciti a garantire la produzione della maggior parte delle tipicità. Lo dimostra il fatto – rsottolinea ancora l’associazione di categoria – che a Castelluccio di Norcia si è portata a termine la raccolta della prestigiosa lenticchia con la falciatura degli oltre 500 ettari seminati ed un raccolto quest’anno attorno ai 3 mila-4 mila quintali”. Ma nei paesi terremotati – si evince ancora dall’analisi Coldiretti – si registra ancora un crollo del 70% delle vendite, “alle difficoltà abitative delle popolazioni locali si aggiungono i problemi a far tornare i turisti, mentre si scontano i ritardi della ricostruzione”. “È necessario che la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia, che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo, ed è per questo che la Coldiretti insieme alla solidarietà è ininterrottamente impegnata con Campagna Amica a garantire uno sbocco al mercato per le produzioni locali” ha detto il presidente della Coldiretti Umbria, Albano Agabiti. 

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