Terremoto, a tre anni il punto sulla ricostruzione. Paparelli: “Sia priorità del prossimo Governo” (AUDIO)

Dal Centro regionale di Protezione Civile di Foligno il presidente della Regione bacchetta il Governo uscente. Ascolta l'intervista a Fabio Paparelli

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NORCIA – Ricorrono oggi, sabato 24 agosto, tre anni dalla prima scossa del sisma del Centro Italia. Una scossa di magnitudo 6.0, con epicentro tra Accumuli e Arquata del Tronto, che alle 3.36 della notte del 24 agosto 2016 fece tremare tutto il centro italia. Stamattina due momenti di commemorazione tra Foligno e San Pellegrino di Norcia. 

Ricostruzione avviata Al Centro regionale di Protezione Civile di Foligno, i sindaci dei Comuni del cratere umbro e i rappresentanti delle Istituzioni regionali si sono ritrovati per un momento in ricordo delle vittime della prima scossa del 24 agosto 2016. Presente anche il presidente della Regione Umbria Fabio Paparelli che ha parlato della situazione attuale della ricostruzione nella nostra regione. “La ricostruzione post sisma in Umbria è stata avviata, ha affermato Paparelli -, anche se le criticità permangono”.

Appello al nuovo Governo “Il Governo che verrà inserisca tra i principali punti programmatici la ricostruzione post terremoto dell’Appennino centrale”. “Sarà necessario – ha aggiunto Paparelli – procedere verso una maggiore sburocratizzazione per accelerare i processi della ricostruzione e dotare gli Uffici speciali di maggiore personale, dato che a fronte di 600 unità richieste, all’intero cratere, nell’ultimo sblocca cantieri, ne sono state concesse poco meno di 200”. Il presidente non ha mancato di bacchettare il Governo uscente per le mancanze avute nei confronti dei territorio del cratere. “Così come nello sblocca cantieri non è stata inserita nessuna proposta che le 4 Regioni, in accordo con i Comuni, avevano avanzato e questo – ha sottolineato Paparelli – è la dimostrazione che nell’ultimo anno c’è stato un Governo che si è completamente disinteressato del terremoto”. Paparelli ha evidenziato inoltre che sarebbe stato “necessario un modello di governance più snello, con un affidamento diretto alle Regioni e con l’unicità dei procedimenti amministrativi di alcune pratiche e mi riferisco ai danni lievi, in mano ai Comuni. Un passaggio quest’ultimo – ha concluso il presidente – che formalizzeremo solo oggi con il Comitato istituzionale, dato che le norme che ce lo consentono di fare ci sono state concesse solo nelle ultime settimane”.

I numeri della ricostruzione Sono 1.471 i progetti presentati all’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Umbria per il recupero degli edifici danneggiati dagli eventi sismici del 2016. Delle oltre 1.400 pratiche – 1.214 per danni lievi e 257 per danni pesanti – ne sono state accolte 580, di cui 537 per le lesioni leggere. I contributi al momento concessi sono 86 milioni e 255 mila euro. Numeri che emergono dal report, a 3 anni dalla prima grande scossa, realizzato dall’Usr della Regione Umbria. Altre 922 pratiche sono state presentate per ottenere autorizzazioni al miglioramento sismico degli edifici. Ne sono state concesse 511, mentre 411 sono in fase istruttoria. Sul fronte delle opere pubbliche gli interventi finora finanziati sono 174, per un importo di 183 milioni e 396 mila euro. Sul fronte dell’assistenza alla popolazione il report evidenzia che sul cratere umbro sono state realizzate 752 casette Sae – la cui costruzione è costata più di 83 milioni – in cui alloggiano 1.789 persone, nelle Mapre vivono 55 nuclei familiari e i container ancora presenti sono 21, mentre le famiglie che ricevono il Cas-Contributo di autonoma sistemazione sono 2.110 per un totale di 4.908 cittadini. Sono invece 64 i nuclei che hanno optato per “altre soluzioni abitative”. Nessuno degli sfollati alloggia negli alberghi. In totale le persone assistite sono 7.093. I sopralluoghi effettuati per l’agibilità degli edifici, ai fini della compilazione delle schede Fast e Aedes, sono stati 45.848. Il sistema di Protezione civile regionale ricorda, infine, che nella fase emergenziale erano stati 2.044 i volontari impegnati, 85 organizzazioni di volontariato e 380 mezzi.

L’intervista rilasciata ai microfoni di Umbria Radio dal presidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli.

 

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