‘Tango del calcio di rigore’ al Teatro Morlacchi di Perugia

Il testo tra commedia e tragedia di Giorgio Gallione, che firma anche la regia, dal 26 febbraio al 1 marzo in scena nel capoluogo umbro. Protagonisti Neri Marcorè, Ugo Dighero e Rosanna Naddeo

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Neri Marcorè e Ugo Dighero, protagonisti di 'Tango del calcio di rigore'

PERUGIA- Tango del calcio di rigore, è l’affresco su calcio e potere in salsa sudamericana che arriva al Teatro Morlacchi di Perugia, da mercoledì 26 febbraio a domenica 1 marzo, per la Stagione di Prosa dello Stabile dell’Umbria. Un testo di Giorgio Gallione, che firma anche la regia, che vede protagonisti Neri Marcorè, Ugo Dighero e Rosanna Naddeo, tre attori con cui ha collaborato più volte in passato, qui per la prima volta insieme, affiancati dai giovani Fabrizio Costella e Alessandro Pizzuto.

Tango del calcio di rigore parte dalla finale dei Mondiali del 1978. Il 25 giugno all’Estadio Monumental di Buenos Aires l’Argentina deve vincere a tutti i costi contro l’Olanda. Seduto in tribuna c’è il generale Jorge Videla, che ha orchestrato il Mondiale come strumento di propaganda politica, affinché il mondo si dimentichi delle Madri di Plaza de Mayo. Poco discosto dal dittatore, in tribuna, c’è Licio Gelli, il Venerabile della loggia massonica P2, suo amico personale. Durante i campionati del ’78 in Argentina succede di tutto: morte, tortura, desaparecidos, doping, corruzione. Ma è anche il momento di maggiore popolarità e consenso della dittatura Videla, a dimostrazione di come lo sport possa essere usato dal potere come forma di occultamento della realtà o raffinato strumento di oppressione.

Un ex-bambino di allora, interpretato da Neri Marcorè, alla luce della propria esperienza, cerca di ricostruire il suo passato di appassionato di calcio, recuperando storie di futbol, a cavallo tra realismo magico e realtà storica. Rivivono così in palcoscenico le vicende di Alvaro Ortega, l’arbitro colombiano che commise l’errore di annullare un goal all’Indipendente Medellin, la squadra dei trafficanti di cocaina, o di Francisco Valdes, capitano del Cile, costretto a segnare a porta vuota dai militari di Pinochet; si rievoca la guerra del football, combattuta nel 1969 tra Salvador e Honduras, e l’episodio del rigore più lungo della storia del calcio, di cui è stato protagonista suo malgrado l’anziano portiere dell’Estrella Polar, Gato Diaz.

Cosciente delle lezioni di Ryszard Kapuscinzki e di Osvaldo Soriano (intrecciati alla drammaturgia troviamo due testi dello scrittore argentino), accompagnato da brani di Mercedes Sosa e Astor Piazzolla, arrangiati da Paolo Silvestri, autore anche delle musiche originali, Tango del calcio di rigore si muove tra mito e inchiesta, per sfociare poi in tanghedia, ovvero un percorso tra commedia, tango e tragedia.

Da segnalare, infine, che giovedì 27 febbraio, alle ore 18.30, al Teatro Morlacchi, Neri Marcorè e la Compagnia, partecipano all’incontro con il pubblico tenuto da Alessandro Tinterri, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Perugia.

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