Sisma, messa in sicurezza la facciata nord della Basilica di San Benedetto

Ricostruzione: arriva la promessa del presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker

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Continuano i lavori di messa in sicurezza della facciata della Basilica di San Benedetto, a Norcia. E’ stata infatti posizionata la seconda “gabbia” nella parte posteriore della struttura, rimasta in piedi dopo il terremoto (mentre il resto della chiesa e’ quasi interamente crollato). L’operazione e’ stata eseguita dai vigili del fuoco con la supervisione della Soprintendenza alle belle arti.
A questo punto la “vela” rimasta in piedi dopo la forte scossa del 30 ottobre scorso, e’ completamente contenuta tra le due strutture realizzate con tubi innocenti (quella posteriore e’ di dimensioni inferiori rispetto a quella posizionata davanti alla facciata). Questo permetterà’ di avviare il lavoro di recupero di ulteriori opere e dei materiali all’interno della Basilica, oggi “custoditi” sotto dei grandi teli neri di plastica, così da evitare il deterioramento. I materiali, a cominciare dalle pietre, saranno tutti recuperati in modo da poter tentare un loro riutilizzo durante la fase della ricostruzione della Basilica di San Benedetto, come è stato più volte sottolineato dagli stessi uomini della Soprintendenza e dei vigili del fuoco.

Dopo il posizionamento della grande “gabbia” in tubi innocenti, alta 18 metri per 22 tonnellate di peso, davanti a quella che è ormai una “vela”, diventata simbolo della distruzione causata dal terremoto dell’ottobre scorso, nella mattinata del 4 gennaio 2017 è stato completato anche l’ancoraggio della seconda e più piccola “gabbia”. E’ stata posizionata in quello che era l’interno della chiesa ormai quasi totalmente crollata e agganciata alla struttura anteriore, così da avvolgere e stabilizzare completamente la facciata che, assieme all’abside, è tutto ciò che è rimasto della Basilica.

Il progetto è stato curato e diretto da Claudio Modena, ingegnere dell’Università di Padova e condiviso dal Nucleo interventi speciali dei vigili del fuoco. E’ stato eseguito sotto la supervisione della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio dell’Umbria con il finanziamento del Ministero dei beni e delle attività culturali. Le due “gabbie” oltre a preservare la facciata da ulteriori crolli, permetteranno di avviare anche la seconda fase dei lavori, propedeutica alla successiva ricostruzione della basilica. Adesso si potranno infatti recuperare in sicurezza il recupero le opere rimaste sotto le macerie e i materiali crollati che potranno essere utilizzati per il rifacimento della “casa” del santo patrono d’Europa. Fino a oggi i vigili del fuoco erano stati impossibilitati ad addentrarsi tra i resti della chiesa: troppo grande il pericolo di nuovi crolli e così si erano dovuti “limitare” alla copertura delle macerie stesse con dei grandi teli neri, così da evitare pericolose infiltrazioni d’acqua che avrebbero potuto compromettere ulteriormente il patrimonio storico e artistico che si trova ancora sepolto tra pietre, calcinacci e travi.

E già si pensa alla ricostruzione. In tal senso è arrivata la promessa del presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker che, in una lettera alla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha ribadito nelle scorse settimane “l’impegno a sostenere la ricostruzione della basilica di San Benedetto a Norcia”, che spera “possa essere completata il più rapidamente possibile”. Il presidente, rivolgendosi alla governatrice, aveva anche scritto che “i servizi della Commissione europea hanno già preso contatto con le autorita’ italiane per discutere le misure che potranno essere finanziate attraverso il Fondo di solidarietà e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale”.

Intanto il Comune di Norcia, attraverso il sindaco Nicola Alemanno, ha formalmente invitato Juncker a visitare la città di San Benedetto, così da vedere da vicino le ferite inferte dal terremoto.