I numeri
Due ambulanze sono intervenute a Piacenza la notte del 3 aprile 2026, dopo che una coppia è stata ricoverata in ospedale a causa della sindrome sgombroide, una forma di intossicazione alimentare legata all’eccesso di istamina. I due pazienti avevano consumato tonno decongelato, che era stato ricongelato e poi scongelato di nuovo prima di essere cucinato.
La sindrome sgombroide è causata da un accumulo di istamina nel pesce, una sostanza che può provocare sintomi come dolori addominali, debolezza e malessere generale. Secondo Matteo Bassetti, esperto in malattie infettive, “La sindrome sgombroide si verifica quando alcuni tipi di pesce, come acciughe, tonno, sgombro o sardine, non sono conservati correttamente, specialmente se viene interrotta la catena del freddo.”
È importante notare che l’istamina si accumula nel pesce quando non è conservato in modo adeguato. In questo caso specifico, il tonno decongelato era stato sottoposto a un processo di ricongelamento, il che ha aumentato il rischio di intossicazione. Inoltre, la cottura del pesce non elimina il rischio di sindrome sgombroide, poiché l’istamina è resistente al calore.
La sindrome sgombroide non altera necessariamente l’aspetto del pesce, il che rende difficile per i consumatori identificare se un prodotto è sicuro da mangiare. I sintomi, che possono includere anche rossore della pelle, rash, vomito e diarrea, possono manifestarsi rapidamente dopo il consumo di pesce contaminato.
Il tonno, insieme a sgombro e sardine, è considerato uno dei pesci a maggior rischio di sviluppare sindrome sgombroide. Questo è un problema di salute pubblica che richiede attenzione, soprattutto per chi consuma pesce in modo regolare.
La situazione a Piacenza ha sollevato preoccupazioni tra i funzionari sanitari locali, che stanno monitorando il caso per garantire che non ci siano ulteriori incidenti. Dettagli rimangono non confermati, ma l’attenzione è alta per prevenire futuri casi di intossicazione alimentare.
In conclusione, la sindrome sgombroide è una condizione seria che può derivare da pratiche di conservazione inadeguate. È fondamentale che i consumatori siano informati sui rischi associati al consumo di pesce e sulle corrette modalità di conservazione per evitare intossicazioni alimentari.