Si fece picchiare dal complice per simulare una rapina: denunciati dai carabinieri

Sviluppo nelle indagine in un "presunto" colpo in un bar di San Giustino, i carabinieri ritengono che si sia trattata di una simulazione di reato

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Una pattuglia dei carabinieri

SAN GIUSTINO – Avrebbero simulato una rapina con tanto di botte all’interno di un bar di San Giustino, adesso il titolare dell’esercizio commerciale e il “complice” albanese sono stato denunciati per concorso, a vario titolo, nella simulazione del reato di rapina, nell’appropriazione indebita di sigarette, gratta e vinci, ricariche telefoniche e nel furto di denaro presente nelle slot machine del bar. Al solo extracomunitario è stato anche contestato il reato di lesioni personali ai danni del gestore. A scoprirlo sono stati i carabinieri dopo una lunga indagine avviata nel gennaio scorso, nei minuti successivi al ritrovamento del gestore legato e con il volto tumefatto all’interno del bar. Era una domenica, con l’esercizio chiuso, quando i militari della locale stazione, intorno alle 4 del mattino, videro insolitamente accesa la luce del locale: si avvicinarono e scoprirono il proprietario legato e con il viso segnato dalle botte. Raccontò di essere stato rapinato, ma la sua versione non convinse mai fino in fondo gli investigatori che sono, così, andati più a fondo della vicenda che ha permesso agli investigatori, coordinati dal pm Giuseppe Petrazzini, di notificare a quel gestore dell’esercizio commerciale, un italiano di anni 39, e al suo complice, un 36enne di origine albanese, l’avviso della conclusione delle indagini preliminari.

 

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