Sciopero generale di 24 ore
Oggi, 9 marzo 2026, è in programma uno sciopero generale di 24 ore in Italia, che coinvolge lavoratori di molti settori, pubblici e privati. Questa mobilitazione è legata alla Giornata internazionale dei diritti delle donne, un evento che mira a richiamare l’attenzione su temi cruciali come la parità di genere e l’autodeterminazione femminile.
La CGIL ha proclamato un’intera giornata di astensione dal lavoro nei settori di scuola, università, ricerca, AFAM, formazione professionale e istruzione non statale. Tuttavia, i trasporti non saranno interessati dallo sciopero, e i servizi essenziali nel settore della sanità saranno garantiti.
Il sindacato denuncia il gender pay gap e la precarietà lavorativa, evidenziando che il 41% delle giovani madri è intrappolato in contratti ridotti e salari da fame. Inoltre, oltre 60.000 madri l’anno lasciano il lavoro perché mancano i servizi necessari per conciliare vita lavorativa e familiare.
L’USI ha indetto una distinta agitazione nazionale per lavoratori con contratti precari o atipici. I rappresentanti sindacali affermano: “Incrociamo le braccia contro la precarietà forzata e per un salario dignitoso.” Inoltre, un portavoce dell’Usb ha dichiarato: “Se ci fermiamo noi, si ferma il mondo.”
La Flc Cgil ha sottolineato l’importanza di riaffermare i diritti delle donne, affermando: “Intendiamo riaffermare i diritti delle donne, a partire da quello all’autodeterminazione e alla parità di genere.” Questo sciopero rappresenta un momento cruciale per discutere e affrontare le disuguaglianze persistenti nel mondo del lavoro.
In un contesto in cui l’Italia continua ad essere ai primi posti nel mondo per gender pay gap e per incidenza del lavoro povero e precario, le organizzazioni sindacali chiedono un cambiamento significativo. Il Ministero dell’Istruzione ha fornito indicazioni operative relative allo sciopero per il settore scuola, cercando di minimizzare i disagi per gli studenti e le famiglie.
Osservatori e funzionari prevedono che la mobilitazione di oggi possa avere un impatto significativo sul dibattito pubblico riguardo ai diritti delle donne e alla precarietà lavorativa. Dettagli rimangono non confermati.