Sangemini, sciopero e presidio davanti allo stabilimento

Preoccupa l'ipotesi di cassa integrazione per 30 lavoratori

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Operai della Sangemini
TERNI – Sciopero di un’ora per ogni turno e presidio davanti allo stabilimento, stamani, per i lavoratori della Sangemini-Amerino, che chiedono alla proprietà dei marchi delle acque minerali certezze, a livello industriale e occupazionale, sul futuro. I dipendenti si sono ritrovati ai cancelli della fabbrica insieme ai rappresentanti sindacali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil per sollecitare la presentazione dell’ annunciato piano di sviluppo “e non – hanno detto – una riorganizzazione unilaterale come quella che sta avvenendo”. Presente al presidio anche il sindaco di San Gemini e senatore, Leonardo Grimani.
Preoccupazione A preoccupare sindacati e istituzioni locali sono in particolare alcuni annunci informali da parte dell’ azienda rispetto alla possibile attivazione della cassa integrazione per 30 lavoratori, circa un terzo dei complessivi. “Chiediamo stabilità e prospettiva per il sito – hanno detto i sindacalisti – importante nel comparto agroalimentare della regione, attraverso un tavolo serio di sviluppo. Occorrono investimenti mirati e una diversificazione dei prodotti. Manca al momento una strategia commerciale per il rilancio dei volumi da parte dell’ azienda, che invece cede alle provocazioni e procede ad una riorganizzazione senza che ne siano state informate le parti sindacali”.
Incontro Le tre sigle hanno poi annunciato che il 19 settembre è previsto nella sede di Confindustria Terni un incontro durante il quale l’azienda dovrebbe ufficialmente rendere noto il piano di sviluppo. A questo farà poi seguito, il 24, la riunione convocata in Regione dagli assessori regionali Paparelli e Cecchini.