San Valentino, Piemontese: “A Terni c’è un degrado strisciante”

Uno dei passaggi più significativi del solenne pontificale tenuto dal monsignore domenica mattina

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TERNI – A Terni c’ è “un degrado strisciante”, come “una malattia in alcune parti del suo territorio e del corpo sociale, che corre il rischio di uno stato di cronicità e di assuefazione irreversibile”: è uno dei passaggi del solenne pontificale del vescovo, Giuseppe Piemontese, in occasione della festa del patrono San Valentino. Presenti in cattedrale il sindaco Leonardo Latini, il prefetto Paolo De Biagi, la presidente della Regione Catiuscia Marini, il presidente della Provincia Giampiero Lattanzi, il questore Antonino Massineo. In duomo anche l’ urna con le reliquie di San Valentino che al termine è tornata in basilica. Nell’ omelia il vescovo ha indicato alcune priorità e alcune emergenze. “Come – ha detto – il sostegno e la cura di una cultura, già patrimonio della nostra gente, della pacifica convivenza, della solidarietà, del rispetto delle persone, della accoglienza, della integrazione civile, sociale della partecipazione di tutti al bene comune, con il riconoscimento di diritti e doveri”.

Demografia Monsignor Piemontese si è detto inoltre preoccupato di “un inverno demografico foriero di sterilità generalizzata e dell’ avvento di una società di vecchi” e della “disoccupazione, specie quella giovanile” che tende “ad accelerare tale fenomeno perché spinge i giovani ad emigrare”. “Le statistiche – ha proseguito – parlano di numeri importanti di giovani che dalla provincia hanno lasciato la nostra terra. Non possiamo assistere ad un fenomeno migratorio al contrario delle forze più valide e innovatrici dei territori”. Inoltre secondo il vescovo “la qualità dell’ aria, la messa in sicurezza delle discariche, il monitoraggio delle malattie respiratorie e tumorali, la cultura ecologica richiedono un supplemento di attenzione da parte di amministratori, politici, forze di polizia, cittadini, imprenditori”. “Siamo il popolo di Valentino – ha detto ancora facendo riferimento al santo patrono -, che accoglie la proposta di porre al centro l’ amore, quello fatto di sentimenti autentici, di oblatività, di generosità, di promozione della libertà, di rispetto, di servizio alle persone sane e malate, di dono anche della propria vita per favorire e salvare la vita degli altri”.