Riduzione degli autobus, è scontro tra sindaci e Regione: “Evitare l’isolamento”

Romizi, Latini e tanti altri fanno squadra per evitare i tagli al trasporto pubblico: "Reperire risorse dal bilancio regionale"

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PERUGIA – “Allo stato di crisi del trasporto pubblico locale su gomma, Anci Umbria, con i suoi sindaci e amministratori, chiede alla Regione Umbria una soluzione diversa dai tagli alle linee urbane ed extra urbane dopo settembre, reperendo ulteriori risorse dal proprio bilancio e dando seguito alla gara sul trasporto”: è quanto ha sostenuto l’ufficio di presidenza di Anci Umbria, rappresentato oggi dai sindaci di Perugia, Andrea Romizi, di Terni, Leonardo Latini, di Todi, Antonino Ruggiano, di Assisi Stefania Proietti, del coordinatore dei piccoli Comuni di Anci Umbria, nonché sindaco di Montecchio, Federico Gori, alla Regione Umbria, in una conferenza stampa nella sala Pagliacci della Provincia di Perugia. Prima di entrare nel merito delle questioni è stato ricordato che “i tagli al trasporto pubblico mettono a rischio uno dei servizi essenziali per la qualità della vita dei cittadini e per lo sviluppo economico dei territori”.

Paradossi e polemiche Tre le questioni emerse: la volontà di “istituire un gabinetto permanente di confronto con la Regione Umbria sul trasporto pubblico locale”; la “convocazione dei parlamentari umbri per il prossimo lunedì 15 luglio e il coinvolgimento dei Prefetti di Perugia e Terni”; e la reiterata richiesta di “modifica della delibera di giunta regionale dello scorso 7 maggio con cui, di fatto, si attribuisce ai Comuni – hanno sottolineato dal tavolo – la responsabilità della carenza delle risorse”. Durante la conferenza è stato sottolineato come “la Regione Umbria di fronte alle improvvise ed evidentemente inaspettate difficoltà di reperimento di risorse per il trasporto pubblico locale abbia risposto nel modo più semplice, ma sicuramente più drammatico per le comunità locali: con i tagli alle linee. Una risposta che fa emergere una serie di paradossi. Il primo: la tutela occupazionale dei dipendenti. La Regione che dovrebbe trovare misure e strumenti per sostenere e dare impulso positivo all’occupazione, è essa stessa a mettere a rischio il lavoro dei dipendenti del trasporto pubblico locale su gomma, proprio in virtù di questa strategia politica che, forse, non si fermerà ai soli mesi estivi, ma proseguirà, non si sa ancora come, da settembre in poi. Il secondo: l’isolamento dei piccoli Comuni. La scelta di tagliare le linee ha conseguenze devastanti anche sulle aree interne, quelle su cui sono state indirizzate, negli anni, politiche regionali mirate, proprio perché da sempre scontano un isolamento persino con il resto dell’Umbria. Un isolamento che danneggia l’economia, ma anche la tenuta sociale di queste comunità e che vanifica tutte le azioni dei Comuni volte a scongiurare lo spopolamento dei territori. Un obiettivo che ha rappresentato, evidentemente solo fino allo scorso maggio, una priorità anche della Regione Umbria. Il terzo: la mobilità sostenibile e alternativa. Due concetti che, con questa politica di ridimensionamento, verrebbero meno. Da un lato, la Regione ha investito in passato risorse e progettualità sulla mobilità sostenibile e alternativa, dall’altro, ora va a incrinare quel sistema, favorendo la mobilità privata. Tutto ciò, con conseguenze negative anche sulla qualità dell’aria. Basti pensare alla conca ternana e all’accordo con la Regione Umbria per migliorare la qualità dell’aria e abbattere le emissioni in atmosfera”. I sindaci hanno evidenziato anche la totale “incapacità” di programmazione dell’assessorato alla mobilità: “nel giro di un mese, esattamente dalla delibera di giunta regionale dello scorso maggio, si è prospettato ai Comuni un nuovo scenario che, fra l’altro, ha messo in discussione anche i Pums, frutto di mesi di lavoro di alcuni Comuni”. C’è poi la questione della gara sul trasporto regionale: “In tutti questi anni la Regione non è stata in grado di dare seguito alla gara per il trasporto che avrebbe significato stabilità del settore e risparmio di importanti risorse”.

La nota del Comune di Perugia Anche il Comune di Perugia, come la maggior parte dei Comuni umbri e le due Provincie ha aderito al Piano di riduzione delle corse del trasporto pubblico locale su gomma. Con atto di giunta, questa mattina è stata deliberata dalla nuova Giunta Romizi, la presa d’atto del “Progetto di Rimodulazione e ristrutturazione dei servizi di TPL della Regione Umbria” che rimarrà in vigore dal 7 luglio 2019 al 10 settembre 2019. Per quanto riguarda i servizi urbani di committenza del Comune di Perugia il piano regionale prevede una riduzione dei servizi feriali nel programma di esercizio estivo su alcune linee per una riduzione chilometrica pari a circa km 120.000 fino al 10 settembre. “L’Amministrazione Comunale – si legge nella nota -, vista anche la perentorietà con la quale la Regione Umbria ha annunciato la decisione di ricorrere ai tagli sulle percorrenze dei Servizi Minimi e viste anche le particolari esigenze del bilancio comunale, non è in grado di farsi carico della spesa per scongiurare la diminuzione dei servizi di TPL a danno della collettività. Resta chiaro per l’ente che le riduzioni delle corse del trasporto pubblico attuate dalla Regione Umbria costituiranno un grave vulnus alla fruibilità dei servizi”. “L’Amministrazione – dichiara l’Assessore alla Mobilità e al personale Luca Merli – amareggiata e in forte dissenso con le decisioni messe in campo dall’Assessore Chianella, metterà in campo tutte le operazioni necessarie al fine di salvaguardare l’interesse dell’Ente a garanzia delle migliori condizioni del servizio per la collettività amministrata”.