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Repubblica: Cosa significa la cessione di Gedi per la ?

«Su Repubblica un tema di tutela del prodotto e dei diritti dei giornalisti», ha dichiarato Alessandra Costante, evidenziando le preoccupazioni legate alla recente cessione di Gedi al Gruppo Antenna. L’operazione, completata il 23 marzo 2026, ha visto Antenna acquisire il 100% di Gedi da Exor, includendo il quotidiano la Repubblica e vari brand radiofonici.

La cessione non include La Stampa, ma comprende importanti marchi come Radio Deejay, Radio Capital, m2o, HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni. Mirja Cartia d’Asero assumerà il ruolo di amministratore delegato del gruppo Gedi, mentre Mario Orfeo continuerà a guidare la Repubblica.

Questa operazione è avvenuta in un contesto di preoccupazioni per il pluralismo e l’occupazione, con il governo italiano che ha chiesto garanzie durante la trattativa. Exor, che aveva acquisito il 43,78% di Gedi per 102,5 milioni di euro nel 2019, ha sollevato critiche per la mancanza di rispetto verso la storia del giornale.

John Elkann, presidente di Exor, ha affermato che «la vendita garantirà sviluppo e libertà ai giornalisti», ma le reazioni non si sono fatte attendere. L’Associazione Stampa Subalpina ha commentato: «La storia di Repubblica umiliata in una di quelle giornate che per ogni quotidiano sono fondamentali».

Antenna Group ha espresso l’intenzione di rafforzare le collaborazioni editoriali già attive con HuffPost Italia e National Geographic Italia, ma ci sono ancora molte incognite. Non è chiaro come Antenna Group intenda gestire il pluralismo dell’informazione e i diritti dei giornalisti, e le garanzie occupazionali richieste dai comitati di redazione non sono state confermate.

Inoltre, il futuro editoriale di Repubblica sotto la nuova proprietà rimane incerto. Dettagli rimangono non confermati, lasciando aperte molte domande sul destino di uno dei quotidiani più influenti d’Italia.

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