‘Tutto può cambiare’, il nuovo libro di Riccardi presentato a Perugia (VIDEO)

Il fondatore della Comunità di Sant'Egidio, presenta a Perugia la sua ultima fatica scritta in occasione dei 50 anni della comunità

0
1019

Di Federico Casini

PERUGIA – Andrea Riccardi, storico, ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione del governo Monti e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, presenta oggi nell’Aula Magna dell’Università per Stranieri il suo ultimo libro dal titolo ‘Tutto può cambiare’. Il testo è frutto di un’intervista con il teologo Massimo Naro in cui l’autore ripercorre i cinquant’anni di storia della Comunità da lui fondata, ma con una costante attenzione al presente e al futuro. Un libro che, come recita la copertina, è “una lettura non convenzionale, cui attingere per vivere nella complessità della globalizzazione, senza averne paura e senza essere spaesati. Con una bussola chiara: un Vangelo capace di creare speranza anche nelle situazioni più difficili”.

Spirituale e sociale La comunità di Sant’Egidio è da sempre attenta alle problematiche sociali più emergenti: povertà, corridoi umanitari per i profughi, case famiglia per bambini e adolescenti, e nel 1992 si è impegnata in modo particolare per la pace in Mozambico. Tuttavia è la dimensione della preghiera, dell’ascolto e della meditazione della Parola di Dio la base solida sulla quale si radica il suo impegno nel mondo, e che permette di cogliere i ‘segni dei Tempi’ e di interpretarli.

Presentazione La presentazione del libro, moderata dal giornalista RAI Rosario Carello, ha visto gli interventi del Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e Presidente CEI, del Prof. Giovanni Paciullo, rettore dell’Università per Stranieri di Perugia e del Prof. Marco Impagliazzo, attuale Presidente della Comunità di Sant’Egidio.

Bassetti Il Cardinal Bassetti ha ricordato come il libro non vuole essere un momento commemorativo, ma uno sguardo sul presente e sul futuro. “La storia è sempre guidata dal Signore, agli uomini spetta il compito di agire nel flusso della storia con opere e preghiera” E ricordando il capitolo sulla ‘preghiera samaritana’ si sofferma su tre elementi caratterizzanti della Comunità di Sant’Egidio a lui molto cari: comunità, poveri e pace. Tutti e tre si riassumono nello sguardo del buon samaritano della parabola evangelica, uno sguardo che ha “il collirio della commozione.”

L’impegno per la pace Il Prof. Impagliazzo ha sottolineato diversi temi trattati da Riccardi nel libro, individuando le radici del movimento nell’audacia della generazione del 1968 e soprattutto nell’aggiornamento portato dal Concilio Vaticano II nel rapporto della Chiesa con il mondo contemporaneo. Centrale nella storia di questa realtà ecclesiale è l’impegno in favore della pace, realizzato sia ai vertici che alla base della società, con le scuole della pace, i corridoi umanitari, i negoziati per il Mozambico. Impagliazzo ha sottolineato peraltro la dimensione europea di Riccardi, uno dei pochissimi italiani ad essere stato insignito nel 2009 del prezioso premio “Carlo Magno” per l’Europa unita.

Fede e cultura Nel suo intervento conclusivo l’autore ha ribadito come l’intento che lo ha mosso a scrivere questo libro sia stato quello di “non cadere nel mito delle origini. La mitizzazione dà l’idea che la storia sia finita, che possa essere solo ripetuta. Per questo ho parlato di presente e di futuro”. Nel tracciare le caratteristiche dell’impegno della Comunità di Sant’Egidio in questi 50 anni, Riccardi denota come fondamentale il rapporto del cristianesimo con la cultura: “La realtà odierna è complessa, invasa da irrazionalità ed emotività. Su questo binomio affonda le radici una religiosità deculturata, come il fondamentalismo islamico, ma anche movimenti pentecostali che raggiungono centinaia di migliaia di cristiani. Il cristianesimo invece è amico non solo dell’uomo ma anche della ragione, del pensiero, della cultura e del dibattito”.

Paura e speranza In una intervista in esclusiva rilasciata ad umbriaoggi.news, Riccardi individua nella rabbia e nella paura due caratteristiche chiave della società occidentale odierna, emerse anche nel risultato elettorale del 4 marzo. La Chiesa è chiamata in questo contesto a dare l’unica risposta possibile a questa paura, una fede in grado di dare speranza.

 

The following two tabs change content below.

Federico Casini