Priora di Cascia: “Il sacrificio è il principale talento delle donne”

Secondo suor Maria Rosa Bernardinis, nella capacità di farsi dono la donna ha una marcia in più

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CASCIA – Il principale “talento” della donna “è la capacità di sacrificarsi, di farsi dono, in questo ha una marcia in più, ha la capacità di andare al di là della sua sofferenza per cercare il meglio per sé stessa e per la vita della sua famiglia”. A dirlo all’ ANSA, nel giorno dell’8 marzo, è suor Maria Rosa Bernardinis, madre priora del monastero di Santa Rita a Cascia. La religiosa si è anche soffermata sul tema della violenza sulle donne. “Nasce – ha detto – dal fatto che l’uomo talvolta la vede come un oggetto per cui lo prendo e lo lascio quando voglio, oppure è mio e non voglio che nessuno lo prenda. E’ questa la logica che sta dietro certe reazioni violente, favorite anche da una società che cerca solo il tornaconto personale e il piacere e quindi finisce per favorire la forza maschile”. E alla domanda cosa direbbe la santa degli “Impossibili” all’uomo di oggi, la superiora non ha dubbi. “Direbbe – ha sottolineato – quello che forse 500 anni fa disse a suo marito: davanti a Dio io e te diventiamo una cosa sola nella misura in cui l’uno si fa dono dell’altro e non nella misura in cui l’uno prevarica sull’altro”.

Ma dalla clausura, nel giorno in cui si celebra la festa della donna, viene offerto anche uno sguardo che vuole andare oltre l’oggi. E così suor Maria Rosa, parlando del futuro della condizione femminile, di ciò che sarà tra 20-30 anni, immagina una donna che “ha trovato un suo spazio all’interno della società in un discorso paritario rispetto all’uomo”. “Noi sappiamo – ha aggiunto suor Bernardinis – che nella Genesi, Dio ha creato l’uomo e la donna perché si completano a vicenda, purtroppo la mentalità di sempre è tendenzialmente maschilista e domina su tutto ed è proprio per questo che dobbiamo dire grazie a quelle donne che hanno mostrato grande coraggio nell’imporsi, così che certe disparità vadano a diminuire”. Infine ha parlato di ciò che le donne chiedono a Santa Rita una volta giunte al santuario. “Molte invocano la serenità – ha spiegato -, ma c è anche chi si rivolge a Rita nella speranza di trovare un lavoro o di ritrovare la salute”. L’8 marzo viene ricordato e celebrato anche all’interno del monastero. “Nella preghiera – ha concluso la priora -, in cui portiamo anche quelle donne che ancora oggi si sacrificano nel portare avanti con coraggio l’economia famigliare e sociale”.

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