Rapporto sulle povertà: dalla Caritas un osservatorio permanente

Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, ecco il report completo. Famiglie povere in crescita ormai da 10 anni: nel 2009 erano meno del 4%, oggi si supera il 14%.

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PERUGIA – Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, è stato presentato questa mattina il I Rapporto sulle povertà redatto dalle otto Caritas diocesane dell’Umbria. Un report interamente consultabile online, e che sarà dunque costantemente aggiornato. L’obiettivo è proprio quello di tenere sotto controllo gli indicatori, per poter fornire risposte più vicine ai bisogni delle persone che si presentano alle Caritas delle varie diocesi. Una “story map” (così è stata definita) che garantirà l’accesso alle informazioni da tutti i dispositivi elettronici. Ad introdurre il rapporto, il professor Marcello Rinaldi, delegato regionale della Caritas e direttore dell’organismo pastorale della diocesi di Orvieto-Todi. Con lui il vescovo della stessa diocesi, monsignor Benedetto Tuzia, e il presidente della Conferenza Episcopale Umbra monsignor Renato Boccardo.

I dati Nel 2018 in Umbria la quota di famiglie in povertà relativa è pari al 14,3%, in crescita rispetto al 12,6% dell’anno precedente. In termini assoluti il fenomeno interessa oltre 50 mila famiglie della regione, ed è in crescita continua da ormai 10 anni (nel 2009 il minimo storico, quando si scese sotto il 4%). Rispetto alle famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà l’Umbria si colloca leggermente sopra la media nazionale dell’11,8%. Anche la percentuale di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà in Umbria è di circa un punto sopra la media nazionale (15%).Si calcola che più di 50.000 persone vivono in condizioni di grave deprivazione materiale (dati riferiti all’anno 2017). Lo scenario che scaturisce delinea una realtà complessa in cui la crisi economico-finanziaria ha determinato l’estensione dei fenomeni di indigenza in ampi strati della popolazione, non sempre identici con i poveri del passato. Un fenomeno che colpisce duramente le famiglie, sia quelle degli immigrati che quelle dei giovani, e un vasto strato della popolazione che vive ai margini della società. Poco più di 28mila i minori a rischio povertà o esclusione sociale. In linea generale, in Umbria, la povertà aumenta al crescere della dimensione familiare, soprattutto in presenza di figli. È più elevata nel caso di giovani, stranieri o con un’occupazione precaria. Le famiglie che in Umbria vivono in una condizione di povertà sono per lo più giovani, con figli e talvolta con un lavoro. Una quota significativa di esse è composta da stranieri e costituisce, probabilmente, la porzione di quelle che versano in una condizione di maggiore disagio. Il report completo è disponibile a questo indirizzo.

L’intervista A margine della presentazione, le parole di monsignor Renato Boccardo, presidente della Conferenza Episcopale Umbra e arcivescovo della diocesi di Spoleto-Norcia.

 

 

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