Prende avvio da Foligno il ‘Giovanni Guidi Digital Tour’

Inizia questa settimana dall'Umbria, mercoledì 25 marzo alle ore 21, il progetto del pianista dedicato a concerti che verranno diffusi attraverso le pagine social dei club e dei festival jazz italiani

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Il pianista Giovanni Guidi

FOLIGNO- Riportare, per ora solo virtualmente, la musica jazz nei club e nei festival, in attesa di poter ricominciare a condividere questi momenti insieme. E’ questo, il principale obiettivo del Giovanni Guidi Digital Tour, il progetto ideato dal pianista umbro per questo particolare periodo, che prende avvio questa settimana. Una vera e propria stagione di concerti in rete, che verranno diffusi attraverso le pagine social dei club e dei festival jazz italiani, che dopo un’anteprima mercoledì 25 marzo alle ore 21, per la pagina Facebook Segnalazioni Foligno, partirà ufficialmente da quella del Crossroads Jazz Festival di Ravenna, venerdì 27 alle 18.

“Sarà tutto in diretta -spiega il talentuoso musicista pupillo di Enrico Rava, con cui ha inciso recentemente l’album Roma– suonerò e potremo parlare. Non sarà come stare insieme, ma ci sentiremo più vicini. Personalmente avevo in calendario una bella serie di concerti in giro per l’Italia e all’estero, appuntamenti che sono stati cancellati o rimandati a data da destinarsi. Ho pensato quindi che il modo migliore per tenersi in contatto sia andare (in rete) nei Festival, in attesa di poter ricominciare a condividere questi momenti insieme, vicini, guardandoci negli occhi e stringendoci le mani a fine concerto”.

Il Giovanni Guidi Digital Tour, proseguirà dalle pagine social del gruppo Cuori Positivi Foligno (sabato 28 alle ore 16), dell’Empoli Jazz (domenica 29 alle 12), della Cantina Bentivoglio di Bologna (giovedì 2 aprile, alle 21), del Piacenza Jazz Fest (domenica 5 aprile alle 11.30) e dell’Artusi Jazz Festival di Forlimpopoli (mercoledì 5 aprile alle 18), e altre date si stanno via via aggiungendo.

“In queste settimane -sottolinea Giovanni Guidi- tutti noi siamo stati chiamati a cambiare drasticamente le nostre abitudini, a fare dei sacrifici. Come continuare a lavorare rischiando la propria incolumità per il bene di tutti, per permettere al Paese di andare avanti e affrontare questa drammatica urgenza, penso al personale medico o agli operai nelle fabbriche. O come, dall’altro lato, non poter affatto lavorare, trovarsi a rinunciare non si sa per quanto tempo a svolgere la propria professione. È il caso di noi lavoratori dello spettacolo: e se da una parte ci sono artisti che possono vivere di rendita, dall’altra c’è la stragrande maggioranza di operatori che vivono una quotidianità precaria e che ora -conclude il pianista- saranno chiamati ad affrontare questa nuova ennesima sfida”.

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