Preci, un progetto ‘Corale’ per le zone colpite dal sisma

Un progetto collettivo di artisti umbri per le aree del terremoto, è quanto propone il Teatro Stabile dell'Umbria attraverso un'idea di Leonardo Delogu e Linda Di Pietro

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Un pomeriggio di gioco con i bambini di Preci, nel corso della prima parte del progetto 'Corale'

PRECI (PG)- Una grande festa per raccontare e condividere un primo lavoro realizzato, sperando che questo gesto contribuisca energeticamente e concretamente a costruire un orizzonte possibile. Questo, è quanto si realizzerà questo sabato 17 giugno in uno dei centri della Valnerina più duramente colpiti dal sisma dello scorso ottobre, a conclusione della prima parte di Corale il progetto collettivo organizzato dal Teatro Stabile dell’Umbria, da un idea di Leonardo Delogu e Linda Di Pietro, che vede impegnato un gruppo di lavoro composto da soggetti con diverse competenze (attori, registi, architetti). Un intervento sul campo, che nasce con lo scopo di incontrare gli abitanti di questi luoghi, ricucire la ferita che li ha strappati dai loro punti di riferimento quotidiani, proponendo la creazione di un presidio culturale che li veda partecipanti attivi. Un’iniziativa di solidarietà che ha visto coinvolte le realtà più innovative del teatro umbro le compagnie Dom- (Leonardo Delogu, Helene Gautier, Daria Menichetti), Zoe (Emiliano Pergolari, Michele Bandini) ed Opera (Vincenzo Schino, Marta Bichisao), oltre a Carolina Balucani, Mael Veisse e Barbara Raes, unite da una comune volontà di contribuire a sconfiggere la paura e guardare al futuro.

Un gruppo, attivo già dallo scorso novembre che, dopo una prima fase di esplorazione delle aree del cratere, si è recato a Preci, e, grazie all’apertura dell’Amministrazione Comunale e del sindaco Pietro Bellini, da aprile ha potuto incontrare la gente, stabilendosi per un mese in paese.

“Il primo obiettivo, è stato quello di non fare sentire abbandonata la popolazione -spiega  Leonardo Delogu– come il secondo, è attivare diverse forme di socialità attraverso gli strumenti dell’arte in maniera trasversale rispetto alle fasce d’età (laboratori per bambini, adolescenti e adulti, camminate, cene sociali, cineforum); mentre, il terzo è quello di trasformare il punto di vista sull’evento terremoto, superando la condizione di trauma, aprendosi ad una visione di speranza e di futuro”.

“La comunità di Preci, ci ha accolto con un entusiasmo senza pari -dice, invece, Linda Di Pietro– abbiamo condiviso con loro un pezzo di vita, ascoltando le storie legate all’esperienza del terremoto, organizzando pomeriggi di gioco con i bambini, costruendo tavoli e sedie distribuite nei luoghi pubblici del paese, trasformando un campo abbandonato in un giardino, facendo i camerieri e contribuendo con dj set alle feste patronali”.

Prossimo obiettivo, come dicevamo, sarà la costruzione di presidio permanente una casa per artisti, una casa per la comunità; un luogo dell’incontro, uno spazio per residenze artistiche per chi, di volta in volta, verrà a ideare e a proporre il proprio lavoro, le proprie creazioni. Inoltre il Teatro Stabile dell’Umbria proporrà agli attori presenti nelle varie stagioni di prosa del proprio circuito, di partecipare al progetto presentando agli abitanti di Preci alcuni pezzi del loro repertorio.

“Dopo un mese di residenza nel paese -concludono i due ideatori-  ci accingiamo a realizzare questo sabato una festa, un rituale collettivo con le persone di Preci, sperando che questo progetto contribuisca in maniera incisiva alla ricostruzione sia materiale che morale di un territorio così duramente colpito”.

 

 

 

 

 

 

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