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Polizze catastrofali: Perché le sono ora obbligatorie in Italia?

Perché le polizze catastrofali sono ora obbligatorie in Italia? A partire dal 31 marzo 2026, questa nuova normativa impone a albergatori, ristoratori e piccoli imprenditori del turismo di stipulare una polizza contro i rischi catastrofali. Questa misura è stata introdotta per affrontare la crescente vulnerabilità delle imprese italiane agli eventi naturali, che negli ultimi cinquant’anni hanno causato danni per circa 250 miliardi di euro.

La polizza catastrofale copre danni derivanti da terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Attualmente, solo il 20% delle perdite è coperto da assicurazioni, mentre l’80% resta scoperto, lasciando le imprese in una situazione di grande rischio. Le microimprese, definite come quelle con meno di 10 dipendenti e un fatturato non superiore a 2 milioni di euro, e le piccole imprese, con meno di 50 addetti e ricavi fino a 10 milioni di euro, sono tra le più colpite da questa mancanza di protezione.

Cosa dicono i dati

Il costo della polizza per un ristorante a Milano parte da 272 euro all’anno, mentre per un hotel si parte da 556 euro. A Palermo, i costi aumentano, con ristoranti che possono arrivare a costare 628 euro e hotel fino a 2111 euro all’anno. Chi non stipula la polizza perderà l’accesso a contributi pubblici e incentivi, rendendo questa spesa quasi obbligatoria per la sopravvivenza delle imprese.

Il fabbisogno di investimenti per l’adattamento climatico in Europa è stimato tra 35 e 56 miliardi di euro all’anno. Investire in prevenzione è fondamentale: ogni euro investito in misure preventive può evitare danni futuri di gran lunga superiori. Tuttavia, il costo dell’inazione cresce più rapidamente degli investimenti preventivi, creando una pressione crescente sulle imprese.

Molti imprenditori vedono la polizza catastrofale come una tassa mascherata. “Il rischio, che storicamente era condiviso e gestito anche dallo Stato, oggi viene spostato direttamente sulle spalle delle imprese”, afferma un esperto del settore. Questo cambiamento di responsabilità ha sollevato preoccupazioni tra gli imprenditori, che si sentono esclusi da un sistema che dovrebbe proteggerli.

La nuova normativa ha suscitato dibattiti accesi. “Non ti punisco, ma ti escludo”, è un commento ricorrente tra gli imprenditori, che vedono in questa misura una forma di esclusione piuttosto che di supporto. “Quando una spesa diventa obbligatoria, non negoziabile e scollegata dalla reale capacità economica di chi la deve sostenere, la differenza con un’imposta si assottiglia fino a scomparire”, commentano alcuni critici della legge.

In un contesto in cui il 0.9% del Pil annuo è pesato dal conto climatico negli anni peggiori, la necessità di una copertura adeguata diventa sempre più evidente. Le piccole e medie imprese, che costituiscono il cuore dell’economia italiana, devono ora affrontare questa nuova realtà, con la speranza che l’adozione di polizze catastrofali possa portare a una maggiore resilienza economica.

Dettagli rimangono non confermati riguardo a come le imprese si adatteranno a questa nuova normativa e quali saranno le conseguenze a lungo termine. Tuttavia, è chiaro che la strada verso una maggiore protezione contro i rischi catastrofali è tracciata, e le imprese italiane devono prepararsi a navigare in questo nuovo panorama assicurativo.

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