Che cosa è successo al cardinale Pierbattista Pizzaballa e al padre Francesco Ielpo nella Basilica del Santo Sepolcro? La polizia israeliana ha impedito loro di entrare, un evento che rappresenta il primo impedimento di questo tipo da secoli.
Pizzaballa e Ielpo si stavano recando per celebrare la Messa della Domenica delle Palme quando sono stati bloccati. Questo episodio ha sollevato forti reazioni, in particolare dal Patriarcato latino di Gerusalemme e dalla Custodia di Terra Santa, che hanno denunciato l’accaduto come “irragionevole e sproporzionato”.
Il Patriarcato ha dichiarato: “Impedire l’ingresso al Cardinale e al Custode, che detengono la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa Cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e sproporzionata.” Questo incidente è stato descritto come un grave precedente.
Il cardinale Pizzaballa ha commentato: “Nessuna oscurità, nemmeno quella della guerra, può avere l’ultima parola.” Questo riflette la sua determinazione a continuare a promuovere la pace e la celebrazione dei riti sacri.
In risposta a questo evento, Pizzaballa ha annunciato che terrà un momento di preghiera per la pace dal Santuario del Dominus Flevit sul Monte degli Ulivi, un gesto simbolico in un contesto di crescente tensione religiosa.
Il Papa ha espresso la sua vicinanza ai cristiani del Medio Oriente durante l’Angelus, sottolineando l’importanza della libertà religiosa in una regione segnata da conflitti. Anche il governo italiano ha espresso sostegno al cardinale e a padre Ielpo, evidenziando l’importanza di proteggere i luoghi sacri.
Il conflitto in corso ha portato a restrizioni nelle celebrazioni religiose in Terra Santa, rendendo questo episodio ancora più significativo. Dettagli rimangono non confermati riguardo alle motivazioni specifiche della polizia israeliana per l’interdizione.
La situazione attuale solleva interrogativi su come le autorità continueranno a gestire le celebrazioni religiose e quali misure potrebbero essere adottate in futuro per garantire la libertà di culto in questa area delicata.